Un furto eseguito ed uno tentato. In manette albanese

Spongano. I carabinieri hanno tratto in arresto Osman Tufa. Si trovava all’ospedale di Gallipoli per le ferite riportate durante il “colpo”

SPONGANO – I carabinieri della stazione di Spongano hanno arrestato, per furto in abitazione, Osman Tufa, 31enne cittadino albanese gravato da precedenti di polizia, residente a Poggiardo. Stanotte la Centrale operativa della Compagnia di carabinieri di Tricase ha ricevuto, sul numero unico di emergenza 112, una richiesta d’intervento da parte di un cittadino che segnalava di essere stato vittima di un furto avvenuto nella propria abitazione a Marittima di Diso. Alla pattuglia dei carabinieri di Spongano, subito accorsa sul posto, l’uomo ha riferito che ignoti si erano introdotti all’interno della casa sottraendo un telefono cellulare. Mentre i militari stavano effettuando il sopralluogo all’interno dell’abitazione, una vicina di casa ha riferito ai Carabinieri che qualcuno aveva tentato di introdursi anche nella sua residenza estiva ma aveva desistito probabilmente a causa delle ferite riportate nel rompere un vetro, come si evinceva dal fatto che niente era stato asportato e dalle evidenti tracce di sangue presenti sulla finestra. I militari hanno subito immaginato che l’autore del furto e del tentato furto potesse essere Osman Tufa, la cui presenza sospetta era stata più volte notata fra Castro, Diso e Andrano e relative marine, e si sono recati presso l’abitazione dell’uomo; i familiari hanno riferito che non era tornato a casa perché si era recato presso l’ospedale di Casarano. Dopo una serie di accertamenti è emerso che da Casarano, Tufa era stato spostato presso il nosocomio di Gallipoli per via della gravità delle ferite riportate. Lì l’hanno raggiunto i militari, mentre era ricoverato in attesa di subire un delicato intervento chirurgico. Il pm di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, Nicola D’Amato, ne ha disposto l’arresto ed il piantonamento. Al termine delle cure necessarie, Tufa sarà trasferito presso la casa circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!