275: la Provincia risponde agli ambientalisti

Il capogruppo PDL Biagio Ciardo replica agli ambientalisti. La Provincia di Lecce vuole la realizzazione dell'opera

Il capogruppo del PDL alla Provincia di Lecce Biagio Ciardo risponde, a nome dell'intera maggioranza, agli ambientalisti che si sono opposti al progetto dell'allargamento della 275 Maglie-Santa Maria di Leuca. “La Provincia di Lecce vuole l'opera – si legge nel comunicato – e farà di tutto per arrivare alla sua realizzazione. I ricorsi annunciati e sostenuti in Conferenza Stampa anche da noti esponenti politici e da movimenti ambientalisti più o meno identificabili suonano palesemente non certo come puri e semplici ricorsi di agricoltori espropriati ingiustamente dei loro terreni, ma come nuovo pretesto politico alla contrapposizione al raddoppio dell’arteria; un fatto che non può essere nascosto né privare la Provincia di Lecce del diritto a tutelarsi e a continuare a difendere le aspettative di centinaia di migliaia di salentini, che invece vogliono il raddoppio della Maglie-Leuca”. Dopo l'annuncio dell'esposto alla Procura della Repubblica, firmato da circa 40 persone, sale la tensione e la preoccupazione della maggioranza, che, al di là di ogni opposizione, vuole portare avanti il progetto ritenuto strategico e fondamentale per tutto il territorio provinciale. Ciardo ricorda che, per la realizzazione dell'opera di allargamento della 275, la Provincia è riuscita ad ottenere investimenti pari a 288 milioni di euro e che, se si riuscirà a portare avanti i lavori, tutta l'economia salentina ne trarrá benefici. “Ebbene, anche oggi certa politica ha gettato la maschera e la sua ombra lunga e misteriosa su questa vicenda – attacca il capogruppo di maggioranza – utilizzando termini di contrapposizione all’idea che la strada si faccia, sostenendo ad ogni costo l’eventualità che cavillo su cavillo, opposizione su opposizione, davanti a tutti i giudici del mondo si blocchi quasi con sadica pervicacia l’avanzamento dell’appalto, l’aggiudicazione dei lavori e l’avvio del cantiere, sino a far saltare i finanziamenti nazionali”. Intanto, la questione, ancora lontana da una pacifica soluzione, si fa sempre più calda.

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