Casa Bene in vendita. Manifestazioni per dire di no

Santa Cesarea Terme. Previsti per domani un sit in sotto casa dell’artista e per sabato 16 una tavola di riflessione per scongiurare l’alienazione del patrimonio

SANTA CESAREA TERME – Il patrimonio storico e con esso anche la memoria di un grande artista salentino rischiano di sgretolarsi e di scomparire per sempre. Domani parte della casa paterna di Carmelo Bene, dove furono scritte le poesie giovanili e, tra le altre opere, “Nostra Signora dei Turchi”, sarà ceduta a nuovi proprietari. Si tratta di due stanze, proprio quelle che furono dell'artista. Stessa fine rischia di fare a breve il resto della casa dove vive Maria Luisa Bene, la sorella di Carmelo. Per scongiurare che ciò avvenga per domani e dopodomani sono state organizzate una serie di iniziative. Le manifestazioni previste non sono mirate a contrastare l'acquisizione delle prime due stanze, purtroppo già avvenuta, ma a bloccare l'acquisizione del resto della casa, vero e proprio museo di Carmelo Bene, custodito dalla sorella Maria Luisa che a 73 anni e dopo aver dedicato la vita alla difesa dell'opera del fratello non reggerebbe la notizia di un eventuale sfratto. Si cerca l'attenzione dei personaggi della cultura, delle associazioni, delle istituzioni, dello stato per preservare quella che è una fonte di ricchezza e memoria del territorio. Si parte domani, con un sit in sotto casa di Carmelo Bene organizzato dall’attore Simone Franco e dal pittore Orodè Deoro. L’invito a partecipare è rivolto a tutti. Obiettivo: l’istituzione di un museo intitolato al grande artista. Per sabato 16 luglio, invece, alle ore 11.00, Cafè Jonquille ha organizzato sempre nei pressi della casa di Carmelo Bene una tavola di sensibilizzazione con l’obiettivo di consapevolizzare i cittadini, i media, e tutti gli appassionati di Carmelo Bene sulla vicenda giudiziaria relativa alla sua casa. “Questa dimora dovrebbe essere un bene culturale nazionale – dicono gli organizzatori – e invece sta subendo uno smembramento da parte di privati, senza alcun rispetto per la memoria e la figura del patrimonio culturale italiano. Questa casa è un bene culturale perché attigua al Palazzo Moresco, in una reciproca sintonia e scambio letterario-culturale-storico”. 08/07/2011 Carmelo Bene, il patrimonio disperso piano piano Di Donato Nuzzaci SANTA CESAREA TERME – Pezzi della vita di Carmelo Bene rischiano di essere dispersi. Forse per sempre. Dopo la sequela di polemiche, di ricorsi e controricorsi giudiziari che hanno seguito la scomparsa nove anni fa dell’artista-attore salentino, e la decisione di accantonare per ora la Fondazione “L’immemoriale”, l’ultima notizia è l’avvenuta vendita pochi giorni fa di un appartamento con due stanze e bagno, situato nel centro di Santa Cesarea Terme, rientrante in un più vasto complesso edilizio, storica dimora della Famiglia Bene, dove ora risiede Maria Luisa, sorella di Carmelo. Dell’immobile infatti, risalente a 105 anni fa e costituito da più piani per complessivi 500 metri quadrati, “l’unica casa saracena di Santa Cesarea” (a sottolinearlo è Maria Luisa stessa), rimane oggi di proprietà della signora Bene soltanto la parte centrale, perché negli anni la famiglia ha via via deciso, per una serie di motivi, di alienare il piano terra e tutte le stanze della parte sinistra. A tutto questo si aggiungano la vendita andata in porto i primi di luglio, come si diceva, del bilocale dove Carmelo Bene era solito alloggiare, e un’altra ulteriore gara pubblica prevista per ottobre prossimo, in cui andrà all’asta sarà la parte della casa dove Maria Luisa tutt’ora vive. La signora ha cercato di far valere le sue ragioni, affidando all’avvocato Felice Lecciso di Trepuzzi il compito di spiegare ai giudici del Tribunale di Lecce che quelle stanze di Carmelo Bene ora vendute all’asta, rappresentano un “unicum edilizio” e quindi dovrebbero essere considerate insieme al corpo centrale della casa. “Un errore della perizia ha diviso in due lotti la struttura – spiega l’avvocato Lecciso – e determinato così l’avvio di due diverse aste. Continueremo comunque nella nostra battaglia legale perché, ed è questo l’intento principale della signora Maria Luisa Bene, non si svilisca la memoria artistica di Carmelo, unica e irripetibile. A proposito dell’appartamento, non abbiamo rilevato sensibilità da parte di nessuno, nonostante la nostra istanza presentata presso la società ‘Terme’, e quindi anche alla Regione Puglia e al Comune di Santa Cesarea, con la quale abbiamo chiesto all’ente la disponibilità ad assumere tra i propri immobili anche questo della famiglia Bene, soprattutto perché volevamo che si valorizzasse e poi fosse nella disponibilità di un ente pubblico. Fino ad oggi però nessuno si è fatto avanti”. E se dal palazzo municipale di Santa Cesarea, il sindaco Daniele Cretì fa sapere che il “bilancio del Comune attualmente non permette alcuna operazione di acquisto di immobili, anzi tutt’al più soltanto la vendita”, la signora Bene è decisa a continuare a difendere la memoria del fratello: “Domani mattina – è il grido di dolore di Maria Luisa – verranno a farmi il prelievo perché ho l’emoglobina a terra, sono a pezzi. E se non stessi così, certamente andrei ad incatenarmi davanti al Quirinale perché vorrei che il presidente della Repubblica ascoltasse ciò che ho scritto in due lettere inviate al suo recapito una nel 2004 e un’altra circa un mese fa, ma che sospetto non gli siano state ancora sottoposte. Al presidente vorrei chiedere un intervento per riprendere il cammino della Fondazione Carmelo Bene affossata dall’amministrazione regionale di Nichi Vendola”.

Maria Luisa Bene

// “Qui girò Nostra signora dei turchi” L’eredità si consuma poco a poco. E vola via, come il filo di fumo di sigaretta che avvolge la signora Maria Luisa Bene negli istanti successivi alle sue intense boccate. Con un groppo in gola e un fil di voce svela: “Il 15 luglio prossimo qualcuno occuperà la stanza di mio fratello Carmelo, e per me sarà un evento tragico, un colpo al cuore”. Provata, spossata dal dolore di vedere, fra qualche giorno, parte della dimora estiva di via Piave, a Santa Cesarea Terme, della famiglia di Carmelo Bene, Maria Luisa, sorella dell’artista salentino scomparso nel marzo del 2002, decide di rendere pubblico questo atto di vendita giudiziaria che si concluderà fra pochissimo. La donna ci accoglie nell’abitazione in cui risiede ormai da tempo e dove trascorre le sue giornate, con vista panoramica mozzafiato, mare ad un tiro di schioppo, montagne dell’Albania e alba infuocata ogni mattina d’estate: “Pensi che proprio qui Carmelo venne con la sua troupe per girare il film “Nostra Signora dei Turchi”, proprio lo stesso posto che andrà completamente venduto da un’asta”. Signora Bene, ci racconti gli attimi di quando ha saputo della notizia. “L’altra mattina ha bussato a casa mia un ufficiale giudiziario donna, accompagnata da altre due signore, che mi intimato di sgombrare le due stanze situate in cima sulla sinistra, luogo storico di mio fratello Carmelo. Mi sono cadute le braccia. Come quando ho saputo tempo fa della notizia di queste aste, il risultato è stato solo un forte senso di ingiustizia, tant’è che ho perso circa 20 kg e parte delle vite che Carmelo mi aveva regalato in quarant’anni di lavoro grazie al suo genio, al suo spirito creativo, alla sua sete di conoscenza”. Per 40 anni, lei è stata accanto a suo fratello. “Togliermi la stanza di Carmelo è come strapparmi il cuore, “scerparlo” direbbe Dante. Per un presunto debito va tutto all’asta e a ciò si è messo pure un errore del perito del tribunale che secondo noi ha sbagliato nel dividere la parte in cui risiedeva Carmelo dal resto della nostra dimora. Provocando la scissione dell’asta in due. Le due stanze di mio fratello sono monastica, molto sobrie, piccine 40-50 metri quadrati, a picco sul mare. Dormiva lì, guardava fuori dalla finestra e prendeva ispirazione per le sue poesie giovanili. Ora rischia di essere tutto perso”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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