Salento in festival. Si parte in grande stile

Lecce. Il sipario della kermesse si alza all’Anfiteatro romano su “Padre Cicogna”. Per l’occasione Nicola Piovani dirigerà l’orchestra sinfonica Tito Schipa

LECCE – Il giorno del primo grande evento di “Salento in Festival” è finalmente arrivato. Si alzerà alle 21.30 presso l’Anfiteatro Romano il sipario su “Padre Cicogna”, racconto composto da Eduardo De Filippo nel 1969 e musicato da Nicola Piovani, che dirigerà, per l’occasione, l'Orchestra Sinfonica Tito Schipa. Voce recitante del racconto sinfonico Luca De Filippo. Protagonisti, inoltre, della serata la soprano Susanna Rigacci, il mezzosoprano Susy Sebastiano, il tenore Pino Ingrosso e il basso Mauro Uteri. L’evento, organizzato dalla Provincia di Lecce – Assessorato alla Cultura, rientra nella Stagione Sinfonica 2011 della Fondazione Ico Tito Schipa ed è prodotto in Puglia con il sostegno del progetto Puglia Sounds – PO FESR Puglia 2007 – 2013 Asse IV” e realizzato in collaborazione con Salento in Festival e Forum Eventi. // Il programma Oggi a Lecce, presso l’Anfiteatro Romano; il 14 luglio a San Pancrazio Salentino Forum Eventi (ore 21.30); venerdì 15 luglio, a Selva di Fasano, Casina Municipale (ore 21.30) Padre Cicogna, in prima esecuzione a Lecce, è un racconto sinfonico, su un poemetto scritto nel 1969 da Edoardo De Filippo, per recitante, quattro voci e orchestra. L'incontro di Nicola Piovani con Padre Cicogna risale a più di venti anni fa: “Una lettura”, afferma il compositore “che subito mi sedusse profondamente”. Nel 2009, lo spettacolo ha debuttato al San Ferdinando di Napoli, lo storico teatro di Eduardo, per ricordarne i venticinque anni dalla scomparsa. Al suo fianco, Luca De Filippo, che reciterà i versi composti dal padre, e quattro voci cantanti – due maschili, il tenore Pino Ingrosso e il basso Mauro Utzeri e due femminili, il soprano Susanna Rigacci, e il mezzosoprano Susy Sebastiano – che contrappunteranno gli accadimenti con versi della tradizione popolare natalizia napoletana, versi della antica liturgia in latino e versi dello stesso Eduardo. Accompagnerà, scandirà e commenterà il racconto l’Orchestra Sinfonica Tito Schipa. Il musicista evidenzia la difficoltà che ha comportato la stesura di un accompagnamento musicale del poema. “La più grande l'ho provata nel rispettare lo schema metrico, evitando di modificare una sola sillaba. Una piccola scommessa enigmistica, all'interno di un lavoro musicale molto coinvolgente sul piano emotivo”, conclude il compositore. Luca De Filippo sottolinea l'attualità dei versi di Eduardo, i quali, afferma, “hanno ancora oggi un significato profondo, toccano i sensi; gli spettatori vi riconoscono le loro ansie, il quotidiano, le paure e le loro speranze. L'analisi profonda e razionale, a volte spietata dell'animo umano, dei rapporti tra individui, del disfacimento dei valori morali, trova nella nostra vita di oggi la conferma di un forte pensiero anticipatore”. Il poema narra di un prete, Padre Cicogna, che decide di svestire l'abito sacerdotale, attirando su di sé le ire delle istituzioni ecclesiastiche. Tornato ad essere Emanuele Palumbo, sposa la sua compagna Catarina. La sua rinuncia ai voti e il tormento per l'aiuto richiesto e negatogli dalla Chiesa, lo spingono a fare un voto: mettere al mondo tre figli maschi che ogni anno dovranno interpretate i Re Magi in un presepe vivente. Il suo sogno non si realizzerà mai, a causa delle premature ed inspiegabili morti che colpiscono, uno alla volta, i figli. La narrazione si sviluppa su toni acri, racconta un mondo che via via si popola di personaggi cattivi e dai tratti grotteschi, e lascia spazio nel finale soltanto ad una cinica ed amara indifferenza, facendo comunque emergere a chiare tinte un'accusa contro le ipocrisie della società che distruggono i sentimenti e la dignità dell'individuo. Composto nel 1969, Padre Cicogna si colloca in momento storico particolare, quello delle guerre del Vietnam e del Biafra e dell'acceso dibattito in Italia sul divorzio e sul matrimonio dei preti, al quale Eduardo non mancò di partecipare con interventi pubblici. Al cospetto di tali temi, l'autore napoletano intravede una involuzione di una società “senza pietas”, la quale chiudeva la porta in faccia al dolore fingendo di indignarsi. // Biglietteria Cooperativa Theutra c/o Castello Carlo V – via XXV Luglio – Lecce 0832 246517 – info@theutra.it Platea Posto non numerato euro 20,00 (Ridotto euro 15,00) Gradinate Posto non numerato euro 15,00 (Ridotto euro 10,00) Orari di apertura. A partire dalle ore 20 presso l’Anfiteatro. Riduzioni. Gli studenti, i giovani di età non superiore ai 25 anni, gli anziani di età non inferiore ai 65 anni, i soci Coop Estense, gli abbonati alla Stagione Sinfonica di Primavera 2011 possono acquistare i biglietti a prezzo ridotto.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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