Otranto progetta il suo nuovo porto

Il nuovo porto di Otranto si presenta come un progetto capace di potenziare il flusso turistico nei prossimi anni

Il porto turistico come obiettivo di rilancio e sviluppo della citta' di Otranto e di tutto il Salento. Un porto che si inserisca nei golfi e nelle insenature della costa otrantina, senza deturparla. E' nato cosi' il progetto della Società Italiana per Condotte d’Acqua – selezionato dalla prima Conferenza dei Servizi tra i vari progetti preliminari e presto sottoposto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale– che prevede una zona di espansione del porto nell'area “Cave”, facilmente raggiungibile dalla Strada Statale 16. La vicinanza con il porto attuale consentira' l'integrazione del due bacini esistenti, quindi, nelle intenzioni dei progettisti, una funzionalita' ottimale. La parte a terra dell’area Cave è costituita da terreni degradati, utilizzati come discariche di materiali di cantieri fino a pochi decenni fa. Un'area che verra' recuperata e che consentira', nel nuovo porto, di far attraccare 417 imbarcazioni da diporto e maxi yacht con lunghezza fino a 40 metri. La distribuzione della flottiglia privilegerà barche di tipologia medio-grande. Una porzione esterna del molo di sopraflutto sarà strutturata per garantire l’attracco di navi da crociera. Il risultato finale dell’ampliamento previsto nel progetto in corso di realizzazione e' che il si configurerà come un “unico” bacino, separato dalla baia delle spiagge. Il progetto utilizzerà poi varie fonti rinnovabili di energia: il solare termico e il solare fotovoltaico, schermato dai muri perimetrali delle coperture, oltre alla geotermia marina. Insomma Otranto puntano a fare le cose in grande e cambiare rotta, per aprirsi ai grandi flussi turistici che interessanto quello specchio di mare, ma che fino ad oggi hanno preferito proseguire la navigazione anziche' ormeggiare in un porto privo di servizi. Attualmente, infatti, l’approdo turistico di Otranto è ricavato all’interno del porto esistente, protetto dal molo San Nicola. La doppia destinazione, turistica e commerciale, e il ridotto specchio d'acqua nel quale si trova non hanno permesso di incrementare l’area del diportismo, né di migliorarne la funzionalità e la sicurezza. Il progetto del nuovo porto costera' 60 milioni di euro. E a regime, prevede 100 nuovi addetti a servizio del porto. Non a caso il sindaco Luciano Cariddi sottolinea l'importanza di un simile intervento in periodo di crisi economica ed evidenzia che in citta' si sta “lavorando senza risparmio di energie su un percorso che dovrebbe, ci auguriamo presto, portare alla realizzazione di quel disegno che abbiamo immaginato per il porto turistico. Ormai le procedure relative sia al bacino interno che all’area esterna sono giunte ad un buon punto, per cui potremmo, grazie a questi progetti, avere la disponibilità di circa 600 nuovi posti barca ad Otranto. Un’infrastruttura che non verra' vista semplicemente quale porto-parcheggio, ma, al contrario, sara' dotata anche di tutti i servizi a terra che consentono di poter attrarre e ben ospitare i flussi turistici provenienti dal mare”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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