Rifiuti pericolosi nelle cave. Confermate le condanne

 

La Corte d’Appello: 2 anni e 5 mesi a Rocco e Gianluigi Rosafio; 8 mesi a Graziella Gardini e Vander Tumiatti; 4 mesi a Gianfranco Grecolini

Rifiuti pericolosi abbandonati all’interno di cave dismesse. Arriva sul filo della prescrizione la sentenza di condanna per danneggiamento aggravato da parte della Corte d’Appello nei confronti di Rocco e Gianluigi Rosafio e di altri imputati. Il primo grado si era concluso nel 2005. I fatti risalgono al dicembre del 2000 quando nelle campagne di Ugento (località Carcara-Burgesi), Presicce (località Burgesi-Porcara) ed Acquarica del Capo (località Sperri) vennero abbandonati fusti contenenti rifiuti pericolosi (si riscontrò la presenza di pcb, policrorobifenili). Il collegio di giudici presieduto da Andrea Tronci ha dunque inflitto due anni e cinque mesi di reclusione ai Rosafio di Taurisano, padre e figlio, all’epoca dei fatti rappresentante legale e gestore di una società per il trasporto di rifiuti; otto mesi di reclusione a Graziella Gardini di Galatone e Vander Tumiatti di Rosta (Torino), amministratore unico e socio-consigliere della Sea Marconi Envirotech con stabilimento a Seclì; quattro mesi a Gianfranco Grecolini di Soleto, legale rappresentante dello studio tecnico di Casarano che si occupava della gestione dei rifiuti prodotti dalla Sea Marconi. Che – è stata questa la tesi dell’accusa – avrebbero viaggiato senza autorizzazione per poi finire abbandonati senza controllo nelle campagne. Lo scarico selvaggio avrebbe reso inservibili i terreni; ecco il perché dell’accusa per danneggiamento aggravato.

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