Manca, un salentino all’Opera di Budapest

Il musicologo Maurilio Manca ha ottenuto il prestigioso incarico di consulente casting del Teatro ungherese

L’Hungarian State Opera di Budapest, teatro fra i più importanti al mondo, si avvarrà della collaborazione di un professionista leccese. Si tratta del musicologo Maurilio Manca che di recente ha ottenuto dal direttore musicale del Teatro ungherese Gyorgy Gyorivanyi Rath il prestigioso incarico di consulente casting. Manca, non ancora quarantenne, è apprezzato nell’ambiente musicale italiano per la sua profonda conoscenza del sistema produttivo internazionale. Laureato presso l’ateneo salentino in Beni culturali (ad indirizzo musicale), vanta un curriculum importante che include numerosi incarichi direttivi e di consulenza fra cui quello di direttore artistico del Concorso Internazionale “Tito Schipa” per giovani cantanti lirici (dal 2000), di segretario artistico della Stagione Lirica della Provincia di Lecce (dal 2003 al 2010), di componente del Comitato scientifico per l’edizione dell’epistolario di Giovanni Simone Mayr presso la Fondazione Donizetti di Bergamo. Nel suo lungo percorso professionale di operatore musicale ha avuto l’occasione di collaborare con personalità quali Katia Ricciarelli, che ha coadiuvato nella scrittura di due spettacoli lirici, Karl Martin, Michele Mirabella, Massimo Quarta, Francesco Bellotto e Filippo Zigante che affianca da anni alla Stagione Lirica della Provincia di Lecce. “É un’occasione importante per la crescita della mia carriera – afferma Maurilio Manca – e sono grato a chi ha voluto offrirmela. Sono convinto che grazie al bagaglio di esperienza che ho messo da parte in oltre 15 anni di attività in questo settore sarò in grado di realizzare gli obbiettivi che mi sono prefissato sia in merito alla formazione dei cast artistici, per i quali posso mettere in gioco le mie conoscenze dello star system internazionale oltre che delle migliori espressioni in ambito giovanile, sia nel lavoro di progettazione di iniziative realizzate in coproduzione fra il Teatro ungherese ed enti musicali italiani ad esso tipologicamente compatibili, che consenta un necessario contenimento dei costi nella costruzione degli allestimenti. E da questo punto di vista mi piace pensare alla possibilità di trovare uno spazio di collaborazione anche con la realtà lirica leccese, alla quale sono da sempre fortemente legato”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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