Ex caserma Massa: spuntano i reperti

A polemiche non ancora placate sui progetti, ecco presentarsi un nuovo possibile stop ai lavori in piazza Schipa a Lecce

Come qualcuno aveva già previsto, ecco spuntare quattro capitelli dagli scavi di cantiere, in piazza Tito Schipa a Lecce. Questo qualcuno è Wojtek Pankiewicz, consigliere comunale dell'UDC, il quale, qualche tempo fa, aveva scommesso sul ritrovamento, una volta dato il via ai lavori, di reperti archeologici nascosti. Detto, fatto. E, a quanto pare, i capitelli sarebbero in buona compagnia: “Nei giorni scorsi, – scrive Pankiewicz in un comunicato – la studiosa Giovanna Falco, mi aveva riferito che questi capitelli sono di fattura tipicamente gotica appartenenti alla fase quattrocentesca della fondazione monastica. Infatti, nell’area ex Massa fu costruito nel 1432 il Convento di Santa Maria del Tempio, una delle principali dimore francescane del Salento”. Senza voler sfociare nel patetico, dopo questi ultimi accadimenti, si può ammettere obiettivamente che i lavori nell'area dell'ex caserma Massa sono contornati, come in una famosa pubblicità progesso degli anni '80, da un'aura fosforescente di “sfortuna”. Dopo le mille polemiche, non ancora concluse, per il progetto, ci mancavano i reperti archeologici importanti. Ora, come è ovvio, prima di qualsiasi altra picconata, bisognerà valutare attentamente la situazione. Non sappiamo ancora con certezza cosa ci sia sotto l'asfalto ormai rotto di piazza Tito Schipa, ma la polemica è già in agguato: “A questo punto, – puntualizza Pankiewicz – ritengo che i consiglieri comunali e i cittadini abbiano il diritto di sapere come stanno le cose. Ho scritto, perciò, in data odierna al Presidente della Commissione Consiliare Lavori Pubblici chiedendo una riunione urgente alla quale invitare pure l’Assessore e il Dirigente ai Lavori Pubblici, il Comitato per la valorizzazione del patrimonio archeologico, la studiosa Giovanna Falco, il presidente dell’associazione “Mario Perrotta” e altri studiosi e associazioni interessati. Con successiva visita al cantiere insieme ai giornalisti. Il nostro imperativo categorico deve essere: realizzare l'opera tutelando il recupero e la valorizzazione del passato, anche modificando, se necessario, il progetto”. Ancora una volta.

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