Effetto Notte bianca. Grassi: ‘Quale cultura per la città’?

Lecce. Il responsabile Cultura del Pd leccese critica la gestione della promozione turistica della città da parte di Perrone

LECCE – Passata la festa, restano le polemiche. E sono pure belle aspre. Non si placano le discussioni attorno all’organizzazione della Notte Bianca di Lecce. “Il dibattito apertosi sulla stampa dopo la discutibile organizzazione della Notte bianca da parte dell’Amministrazione comunale – commenta Antonio Grassi, responsabile Cultura del Pd di Lecce – al di là delle strumentali visioni populistiche che hanno illuminato il sindaco di Lecce, lascia tutto aperto l’interrogativo su quale sia la politica culturale della giunta Perrone e quanto la stessa possa incidere nelle più ampie politiche di marketing territoriale”. La teoria di Grassi è che l’azione di promozione culturale della città svolta da Paolo Perrone non sia all’altezza di quella praticata da Adriana Poli Bortone né da quella di Lorenzo Ria e Giovanni Pellegrino nelle vesti di guide di Palazzo dei Celestini. “Conferma dell’incapacità dell’attuale maggioranza di programmare iniziative che abbiano una pur minima visione strategica – continua – è la risposta del sindaco alle critiche dell’architetto Ventura. Offensiva nei confronti dei cittadini leccesi descritti come degli accattoni ai quali va ‘garantita una notte di festa’, affermazione più consona ad una concezione feudale della politica che di servizio al cittadino, dimenticando che il popolo leccese è da anni abituato ad usufruire di eventi culturali di grande qualità e, proprio grazie a questo, saprà autonomamente valutare l’organizzazione della Notte Bianca. Per non parlare degli accattoni commercianti ed ambulanti, i quali a dirla con le parole del sindaco, senza la Notte Bianca non avrebbero di cosa mangiare. Conferma ne è che la maggior parte dei negozi è rimasta chiusa”. Poi Grassi ritorna sul tema della cancellazione dell’evento “Calici di stelle”. “Iniziative di grande qualità – dice – lasciano Lecce per approdare in altri luoghi. Ricordiamo tutti la grande partecipazione popolare insieme alle migliaia di turisti che ha contraddistinto Calici di Stelle lo scorso agosto a Lecce, evento fortemente voluto dalla Regione Puglia e dall’assessore Dario Stefano in particolare. Quest’anno, guarda caso il Comune non riesce a programmare un minimo di investimento per confermare l’iniziativa. E’ un caso? O alle classi meno abbienti la qualità non deve interessare”? 5 luglio 2011 Tutti i colori della notte leccese di Andrea Gabellone Oltre tutte le dichiarazioni e le polemiche, oltre la perpetua battaglia tra maggioranza e opposizione, tra Comune di Lecce e Regione Puglia, rimane un dato di fatto: “Calici di Stelle”, quest'anno, a Lecce non ci sarà. L'assessore comunale alla Cultura Massimo Alfarano attacca; l'assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno risponde. Non c'è via d'uscita. Da una parte si accusa la Regione per non aver finanziato, dall'altra si riversano le colpe su Comune e Provincia. Intanto, tra fiumi di parole, Lecce rimane senza una delle sue manifestazioni più riuscite degli ultimi anni. Un connubio di elementi che garantiva il successo di pubblico da una parte, e il ritorno commerciale dall'altra. Un appuntamento ormai consueto del quale, per quest'estate, leccesi e turisti dovranno fare a meno. Un vero peccato, considerato che, giusto pochi giorni fa, si celebrava quel grande e incomprensibile raduno denominato “Notte Bianca”. Lungi dall'essere una kermesse culturalmente interessante, un polo attrattivo per il turismo o un impulso per il commercio locale, la pecoreccia adunata si è consumata tra elezioni provinciali di Miss Italia, alcune esibizioni musicali discutibili e una grande, incontrollata quantità di stand specializzati nella vendita di qualsiasi prodotto: dalle magliette “Anporio Armani”, alle patatine con senape e tabasco. Al cospetto delle memorabili nottate di musica e spettacoli che altre realtà hanno ospitato fino ad oggi, rendendo celebre il filone, quella leccese assume la più classica delle rappresentazioni del “vorrei, ma non posso”. Le domande, seppur tardive e latenti fra quanti si sono chiesti il perché di questa scelta, rimangono sospese nel dubbio: si poteva scegliere di finanziare “Calici di Stelle” al posto della “Notte Bianca”? Quella del Comune di Lecce è una scelta di campo o un abbaglio grossolano? E si badi bene, questo non è certamente “snobismo”, come il sindaco Perrone rimprovera ai critici; il preferire l'una manifestazione all'altra, non affonda, di sicuro, le motivazioni in un determinato credo politico; men che meno nella falsa vetrina del radical-chic. Ben vengano le sagre coi prodotti tipici locali, i festival musicali organizzati con criterio e, perché no, anche i panini con l'hamburger. La sensazione, però, è che, a differenza della baraonda di sabato scorso, “Calici di Stelle” avesse un motivo d'essere e una sua logica. La notte leccese, aspettando annate migliori, sacrifica, per quest'estate, il nero inebriante del “negramaro” e della “malvasia”, e preferisce rimanere bianca. Come la maionese sulle patatine.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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