Strisce blu: Alliste vs S.Cataldo

Due episodi, due comuni a confronto. Le strisce blu ad Alliste e San Cataldo

Mentre il problema delle strisce blu diventa sempre più diffuso, con applicazioni improbabili e situazioni paradossali, da Alliste ci giunge un esempio di buona politica. Il sindaco Antonio Renna sta affrontando la questione in maniera insolita, ma esemplare: “ho ricevuto richiesta, da parte dei commercianti del centro, di regolamentare i parcheggi – spiega Renna – poiché la zona è sensibile a congestione del traffico, soprattutto nelle ore in cui sono aperti gli esercizi commerciali. Stiamo cercando di giungere a delle soluzioni diverse dalle strisce blu, sebbene le tentazioni, in un momento di crisi come questo, siano tante. Non ho intenzione di fare cassa attingendo dalle tasche dei cittadini e le opzioni che stiamo prendendo in considerazione sono due; valutiamo la possibilità dei dischi orari e la costruzione di un parcheggio da 70 posti auto alle spalle dell'edificio del Comune”. Riguardo alla legittimità dell'eventuale intervento aggiunge: “ad oggi, ad Alliste, non esistono aree pubbliche di sosta a pagamento, ma se, in ultima istanza, dovessimo arrivare ad attivare le strisce blu, saremmo costretti sicuramente a ridimensionare e rimodellare le carreggiate in modo da costruire parcheggi che vadano d'accordo con le norme del Codice della Strada. Le strade, per come sono attualmente, non si prestano ad un'operazione di questo tipo ed è certo che non abbiamo assolutamente intenzione di infrangere la legge”.  Se da Alliste arriva una buona notizia, da San Cataldo ci giungono immagini poco confortanti. Dalle foto, scattate nella zona degli stabilimenti balneari, si può notare come gli spazi occupati dalle strisce blu impegnino totalmente i margini della carreggiata. Così facendo, i pedoni, che su quella via sono tanti, sono costretti a camminare sulla strada non avendo un marciapiede a disposizione; la situazione diventa paradossale quando, ad un tratto, dai limiti dei parcheggi a pagamento, appaiono delle strisce pedonali. Questo è, evidentemente, un contesto pericoloso per i pedoni, ma che diventa impossibile se consideriamo il passaggio di disabili.

L'area di parcheggio, inoltre, diventa, proseguendo poche decine di metri, incredibilmente stretta. Un'automobile di normali dimensioni invade, così, forzatamente, la carreggiata, divenendo d'intralcio per le altre vetture; senza contare l'impossibilità da parte del passeggero di scendere dal lato destro dell'auto. Come si comporterà, in questo caso, l'ausiliare del traffico, notando che il mezzo non è parcheggiato correttamente? Scatterà la multa o ci sarà indulgenza, visto e considerato che la larghezza del parcheggio è inferiore a quella della maggior parte delle automobili in circolazione? Seguendo la serie delle strisce “anomale”, rileviamo, infine, la segnalazione di Roberto Spennato, responsabile del comitato “Strisce blu”, il quale ci fornisce un video girato, pochi giorni fa, a Marina di Ugento: guarda il video. Questa volta non si tratta di strisce, ma di una striscia sola, superata la quale ci si trova nel parcheggio a pagamento: un unico enorme stallo. Sciatteria o risparmio sulla vernice? 4 Luglio 2011 Strisce blu: la questione arriva in commissione Le presunte irregolarità sulle aree di parcheggio a pagamento nella città di Lecce stanno destando preoccupazione e curiosità nei cittadini. Gli interrogativi si moltiplicano e le repliche, da parte dell'amministrazione, sono sempre allo stesso punto: niente, nisba, zero. Semplice problema di comunicazione tra Palazzo Carafa e i leccesi? Per alcuni, la visione della scarsa attitudine alla divulgazione è troppo rosea. Di quest'avviso è anche il consigliere comunale del PD Paolo Foresio: “delle strisce blu si parla da anni, eppure le informazioni che giungono dal Palazzo, riguardo la questione, non sono state mai sufficientemente chiare. La comunicazione è sicuramente migliorabile, soprattutto perché credo che la trasparenza debba essere uno dei criteri principali di un'amministrazione; tuttavia, questo non è, a mio modo di vedere, un problema riconducibile solo alla scarsa informazione”. Che fine abbiano fatto le lettere ufficiali che il comitato “Strisce Blu” ha, nel corso dell'ultimo anno, spedito al Comune per esigere spiegazioni, lo può sapere solo Poste Italiane; e, dopo l'ultima performance, non è forse il caso di indagare. Intanto, la gente continua a chiedersi se sia possibile che una città faccia cassa con presunti parcheggi irregolari.  “Al di là di ogni possibile ipotesi o interpretazione – continua Foresio – dal Comune non arriva che silenzio; e il silenzio, si sa, induce la cittadinanza a pensare di tutto. Alimenta i dubbi. Precisamente per questo motivo, penso sia necessario, già da subito, rompere questa barriera e rendere pubblica e cristallina l'attività di gestione dei parcheggi. Se c'è qualcosa di irregolare, è giusto che la città ne venga a conoscenza, altrimenti plachino le polemiche e rispondano alle domande sull'illegittimità e sul pagamento delle imposte. Non è alla base della buona politica lasciare senza risposte chi pretende chiarezza. Personalmente, domani, chiederò la convocazione in Comune di una commissione affinché vi partecipino anche i dirigenti del servizio, per dare conto ai leccesi del loro operato”. In attesa dei risultati che questa richiesta ufficiale potrà fornire, Roberto Spennato, responsabile del comitato “Strisce Blu”, ha reso noto il testo della missiva protocollata, diretta al Comune di Lecce, nella quale si solleva la questione della Tarsu: Ugento il 18 06 2011 Alla c/a del Sig. Sindaco di Lecce Alla c/a dell’ Avv. Giovanni Garrisi Alla c/a Presidente del consiglio Comunale e di tutti i Consiglieri Comunali Oggetto: Addebito TARSU per le aree di sosta in concessione, sentenza Corte di Cassazione n, 20359 del 27/09/2007. Il sottoscritto Roberto Spennato, in qualità di Responsabile della Puglia del Comitato Strisce Blu. CHIEDE 1. Di applicare la norma che impone il pagamento della TARSU anche per le società che gestiscono le aree scoperte in concessione adibite a parcheggio a pagamento, essendo questa considerata area operativa facente parte dell’esercizio di un’attività economica, come prevede l’art. 62 comma 1 del d.lgs. n, 507/1993, principio confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n, 20359 del 2007. 2. Di sapere se nei precedenti 5 anni di gestione della sosta a pagamento, le società private abbiano versato suddetto tributo. Si allega il testo della sentenza per maggiore chiarezza. In caso di inadempienza, il sottoscritto provvederà ad inoltrare segnalazione dell’eventuale danno erariale provocato alla Corte dei Conti. Distinti saluti Responsabile del Comitato Strisce Blu Roberto Spennato

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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