Regione e Slow Food in difesa dell’olio di qualità

Allo Iamb presentazione della Guida agli extravergini e manifesto dell’olivocultura italiana

Guida agli extravergini 2011 e manifesto in difesa dell’olivocultura italiana: doppio appuntamento con Slow Food, oggi, all’Istituto agronomico di Valenzano, dedicato alla “cultura” dell’olio e alla “coltura” simbolo della Puglia, storicamente, e con un prodotto consolidato, tra le più importanti regioni produttrici di olio extra vergine di oliva d’Europa. La Puglia, infatti, produce più del 42 % delle olive da olio d’Italia, paese tra i principali produttori al mondo. I 60 milioni di ulivi presenti in Puglia (in tutta Italia 180) sono il simbolo di un protagonismo produttivo che vede la regione al primo posto in Italia per l’olio di oliva, con una produzione annua che supera gli 800mila quintali. “Un primato – dichiara l’assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno che oggi aprirà i lavori, dopo il saluto del direttore dello Iamb Cosimo Lacirignola – che si gioca anche sulla qualità del nostro olio extravergine, alla cui tutela e valorizzazione concorrono le cinque Dop vigenti. Certo, deve crescere la condivisione di obiettivi sempre più ambiziosi, che passano anche da un modello organizzativo diverso, per il quale stiamo lavorando, ma anche dalla consapevolezza generale che altra prospettiva diversa dalla qualità e dalla tipicità non ve ne può essere. Altrimenti disperderemmo un patrimonio inestimabile e sciuperemmo una indiscutibile opportunità per il futuro”. Oggi, dunque, a partire dalle ore 10.00, nella sede dello Iamb, Marcello Longo, coordinatore della Guida per la Puglia e Franco Matarrese, relatore e degustatore oli extra vergine per Slow Food, presenteranno la Guida agli extravergini 2011. Subito dopo il governatore di Slow Food Antonello Del Vecchio illustrerà il Manifesto in difesa dell’olivocultura italiana, “per segnalare all’attenzione generale il pericolo che incombe sul settore”. “La nostra guida sulle produzioni di olio – dichiara Michele Bruno, presidente Slow Food Puglia – ha sempre dedicato una crescente attenzione alla Puglia, che pur avendo da sempre espresso impressionanti numeri in ordine alle quantità, non riusciva ad imporsi all’attenzione internazionale dei consumatori per qualità, sia per una esuberanza spesso non modulata dei propri oli, sia per una fragile attenzione dei maestri frantoiani alla verifica dei processi produttivi in quei passaggi, dall’albero alla bottiglia, che sono tutti intimamente collegati tra loro, il cui controllo è necessario per una realizzazione di produzioni di eccellenza”. “Il lavoro svolto in questi anni dal gruppo di lavoro che cura per la guida le aziende delle provincie di Puglia – aggiunge Bruno – ha consentito di recuperare un numero importante di produttori ormai sfiduciati ed ha riscattato alcuni luoghi comuni su una elaiocoltura sottopagata e prossima al residuale, oltre che dedita alla produzione di olive e/o olio ‘da taglio’”. Un lavoro che ha visto anche l’assistenza da parte di Slow Food a tutti gli impianti e l’affiancamento ai produttori che ha consentito di passare da 27 aziende recensite nel 2007 (molti prodotti venivano esclusi in quanto difettati) a ben 104 aziende dell’ultima edizione 2011. Risultato: quattro ‘3 olive’, otto ‘emozioni’, 81 ‘2 olive’, undici ‘1 oliva’. // La Guida Ogni anno presenta il meglio della produzione olearia nazionale. Oltre 100 esperti Slow Food hanno setacciato la penisola alla ricerca delle eccellenze della produzione mediterranea più caratteristica. Hanno assaggiato e valutato circa 2500 oli per poi descriverne 1106 in guida, per un totale di 762 aziende selezionate. Articolata per regioni, ogni sezione della Guida è introdotta una prefazione. L’edizione 2011 continua con la novità della ghirlanda d’olivo, introdotta l’anno scorso per premiare le aziende più affidabili, fedeli al territorio e costanti nel raggiungere gli standard qualitativi, che hanno quindi ottenuto per dieci volte il massimo riconoscimento delle “3 olive”. Anche quest’anno è presente l’“oliva sorridente” che contraddistingue gli “oli dell’emozione”, quelli che pur non avendo tutti i requisiti per raggiungere il vertice, hanno conquistato i degustatori per particolari pregi e originalità espressiva.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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