Fazzi. Troppe emergenze, il Pronto Soccorso in tilt

Lecce. “Spettacoli indecorosi, i turisti non ritorneranno”. Il consigliere Solero scrive al nuovo direttore della Asl Mellone

LECCE – Il Pronto Soccorso del “Vito Fazzi” rischia il collasso. E con il sopraggiungere dei turisti per la stagione estiva la situazione diventa particolarmente critica. Già alcuni giorni fa, il Tribunale per i diritti del malato aveva sollevato la questione. Ed ora, dopo l’allarme del Tdm, anche Vittorio Solero, consigliere comunale e capogruppo del Pdl, torna sul tema, inviando una lettera al nuovo direttore generale della Asl di Lecce Valdo Mellone per chiedere interventi urgenti diretti a garantire i servizi ai numerosi cittadini che si rivolgono al Pronto Soccorso del nosocomio leccese. “Il Pronto soccorso di Lecce ormai in tilt – scrive Solero – di certo non ci fa fare bella figura neanche di fronte ai numerosi turisti che in questi giorni invadono la nostra città e che di fronte all’affollamento del Pronto soccorso e al caos in cui versa, prima di tornare a Lecce ci penseranno due volte. Come si può pensare di essere la terra dell’accoglienza se quando malauguratamente ci si trova davanti alla necessità di rivolgersi al Pronto Soccorso si assiste a spettacoli indecorosi al punto tale che il primario è costretto a chiedere il presidio delle guardie giurate”? Secondo il consigliere comunale, le responsabilità sarebbero da ascrivere al presidente della Regione Nichi Vendola e all’assessore alla Sanità Tommaso Fiore i quali si sarebbero “dileguati”, a suo dire, senza dare risposte sul funzionamento del servizio sanitario locale. “Inaccettabile – dice – non ascoltare le esigenze del territorio e, ancor peggio, non tener conto che il diritto alla salute è un diritto fondamentale che deve essere garantito ad ogni costo, affinché i decessi e le prevedibili conseguenze per mala sanità non tocchino alcun cittadino”. Il silenzio di Vendola e Fiore invece non farebbe altro che determinare reazioni ed agitazioni da parte dei cittadini. “Ciò che era stato annunciato nell’indifferenza di tutti è accaduto: il Pronto Soccorso di Lecce è ormai imploso mettendo a serio rischio le emergenze ed i livelli minimi di assistenza”. Secondo il consigliere, la causa dei disordini delle ultime settimane starebbe nell’insufficienza della dotazione organica del personale medico ed infermieristico, a cui si aggiungerebbero i numerosi nuovi accessi provenienti dal Nord Salento, a seguito della chiusura dell’ospedale di Campi Salentina, “che non ha visto – dichiara il capogruppo del Pdl – la contestuale attivazione dei servizi alternativi, aggravando notevolmente il Vito Fazzi di Lecce, già al collasso. A peggiorare la situazione sono anche i numerosi codici verdi e bianchi che giungono da altri presidi di pronto soccorso prossimi alla chiusura come quello di Nardò che soprattutto nel periodo estivo dovrebbero garantire i servizi”. La domanda che Solero pone al nuovo direttore della Asl è dunque la seguente: “Quali sono i criteri che hanno portato ai tagli delle strutture ospedaliere? Sicuramente – aggiunge – non si è tenuto conto dell’incremento della popolazione nei luoghi dove d’estate soprattutto la popolazione si quintuplica. Siamo stanchi di assistere all’indifferenza degli organi preposti e né tantomeno ci si può nascondere scaricando le responsabilità sull’assistenza territoriale che non funziona: le emergenze vanno affrontate e non scaricate . Che si faccia immediata chiarezza – conclude Solero – con soluzioni concrete, affinché Lecce ed il Salento non diventino l’esempio peggiore di malasanità in tutt’Italia, a scapito ancora una volta dei cittadini”. 29 giugno 2011 Fazzi. Il Pronto soccorso rischia lo stallo LECCE – E’ una situazione paradossale quella che va verificandosi nel Pronto Soccorso del “V. Fazzi” di Lecce. Un reparto quasi al collasso nonostante le numerose e continue sollecitazioni fatte dallo stesso primario che restano inascoltate. E’ il Tribunale per i Diritti del Malato a lanciare l’allarme, dicendosi “molto preoccupato per ciò che si sta verificando”. Per questo alcuni rappresentanti del Tribunale hanno proceduto a lunghi, svariati e costanti sopralluoghi per monitorare la situazione. Situazione che, però, non cambia. Anzi peggiora. Da qualche giorno, fa notare il Tribunale dei diritti del malato, sebbene siano ancora attivi i Pronto Soccorso di Campi e Nardò, gli accessi nel nosocomio leccese sono arrivati ad oltre 300. Il primario Silvano Fracella, teme di essere costretto, in un periodo in cui il servizio andrebbe potenziato, di dover invece rinunciare ad una delle tre sale visite attualmente operative per mancanza di personale. Eppure un’efficiente gestione dell’U. O. in questione richiederebbe addirittura di aprire una quarta sala visite, dedicata esclusivamente ai codici bianchi e verdi. Attualmente, infatti, ogni turno è composto da 5 unità infermieristiche e da 2 O.S.S. per 6 postazioni di lavoro: 2 unità di personale presso il TRIAGE – accettazione, 3 presso le sale visite emergenze – urgenze, 1 presso l’ambulatorio codici bianchi e verdi. Con il periodo estivo le ferie rischiano di ridurre il numero a 4 unità infermieristiche e 1 solo O.S.S., senza considerare eventuali malattie e permessi. Oltre alla scarsità di personale medico (14 in organico a fronte dei 20 necessari) si regista anche una certa criticità per quanto riguarda il personale infermieristico (solo 24 su 32) e gli OSS (10 su 14). L’intera vicenda, che sta assumendo contorni drammatici, pregiudica anche diritti dei lavoratori del Pronto Soccorso, alle ferie (circa una decina di giorni a dispetto dei 20-25 concessi – secondo quanto riferitoci – in altri reparti dello stesso Nosocomio) e ad un ambiente di lavoro umano. Il TDM pone l’accento sulle ricadute che quanto descritto avrà sui pazienti, costretti ad attese lunghissime e a dover interloquire con personale oggettivamente stressato e sottopressione. E il periodo estivo, che tipicamente vede aumentare gli accessi a causa dei flussi turistici e della calura che colpisce le fasce più anziane, non lascia ben sperare (già oggi si iniziano a raggiungere punte di 320 accessi). “Chiediamo – scrive il Tribunale di diritti del malato in una nota a firma del suo responsabile Alessandro Finisguerra – che il problema venga affrontato quanto prima, anche attraverso una rideterminazione degli organici, che permetta di supportare maggiormente i reparti con maggiori carichi di lavoro. Infine, torniamo a insistere per l’installazione, ormai improcrastinabile, della postazione radiologica per piccoli traumi presso il Pronto soccorso. Nonostante l’acquisto dei macchinari sia già stata deliberata e ci fosse stato assicurato che entro la prima settimana di giugno sarebbe stata conclusa dalla ASL la gara d’appalto, ad oggi l’attrezzatura non è ancora presente in reparto e a si sa in merito. Cosicché il locale già pronto e schermato resta vuoto, sebbene la postazione radiologica agevolerebbe di gran lunga il lavoro degli addetti dell’U.O. di Pronto soccorso e, evitando di distogliere personale dal reparto per l’accompagnamento dei pazienti nell’U.O. di Radiologia, snellirebbe conseguentemente i tempi di attesa per i cittadini”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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