Saliamo tutti sull’onda delle leggende del Salento

Essere turisti nella propria terra. Non c'è a di più bello. Per accogliere con gioia chi quella terra vuole conoscerla, portandone via un pezzo nel cuore

Ho incontrato Chiara Rescio e Walter Stomeo a Zollino. Su una piccola bancarella era esposto il risultato di due anni di ricerche sul campo, a raccogliere, telecamera in spalla, le leggende popolari legate ai luoghi del mare, dalla viva voce degli anziani che delle atmosfere di quei racconti hanno nutrito la loro infanzia. Un libro, Sull’onda delle leggende del Salento, un dvd, un archivio della memoria popolare (www.memoriapopolare.it) curato da “Folkolore”, l’associazione di questi due giovani creativi e studiosi salentini. Un progetto di recupero e tutela della tradizione orale finanziato da “Bollenti spiriti”, il progetto ideato dalla Regione puglia per sostenere l’autoimprenditorialità dei giovani pugliesi. Eravamo alla festa del “pisello nano” di Zollino, una specialità agroalimentare in via d’estinzione, a cui questo piccolo paese della Grecìa salentina ha dedicato anche un monumento. Per arrivarvi avevamo percorso a tutta velocità il tratto alto della 275, la statale che si vorrebbe far arrivare, aggiungendovi altre due corsie, fino a Leuca. Chiara e Walter parlavano con l’entusiasmo di chi vuole condividere un patrimonio, gratuito, di tutti, eppure sconosciuto e poco apprezzato. Li ascoltavo, e in lontananza mi sembrava di sentire i rombi delle macchine che sfrecciavano a tutta velocità. Perché lì, in quella stradina, mi si è chiaramente parato davanti tutto il paradosso di un progetto di sviluppo che promuove la bellezza e le peculiarità del territorio per poi violentarle col cemento: i parchi naturali e gli abusi edilizi; i tratturi e le quattro corsie; la lentezza della cottura a fuoco, dei piselli nani nella pignata e lo scempio ambientale promulgato come il male minore per raggiungere il progresso. Invece l’unico progresso possibile è proprio quello che nella prima domenica d’estate, in quel paesino della Grecìa, si è concentrato in una breve e occasionale conversazione: l’ente pubblico (in quel caso la Regione Puglia), che dà ai ragazzi gli strumenti per autodeterminarsi nella terra in cui sono nati, costruire il futuro rispettando il passato, lasciare la libertà di scelta di partire o rimanere, perché il partire non sia una necessità e il rimanere non sia un ripiego. Essere turisti nella propria terra, non credo ci sia a di più bello. Per accogliere con gioia chi quella terra vuole conoscerla, portandone via un pezzo nel cuore. Come Chiara e Walter, che fermavano tutti con un benvenuto e li salutavano con un arrivederci. Nella loro città e con le loro menti, sempre aperte.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!