Morì travolta dal treno. Tutti prosciolti

Lecce. “Il fatto non costituisce reato”. Liberi i cinque imputati nel processo

LECCE – Sono stati tutti prosciolti, perché il fatto non costituisce reato, i cinque imputati del procedimento penale relativo alla morte di Anna Corallo, la donna di 69 anni, originaria di Lizzanello, travolta da un treno in partenza, nella stazione centrale di Lecce, la mattina del 19 marzo del 2009. Si tratta del responsabile della divisione passeggeri di Trenitalia, e di altri tre dirigenti della stessa divisione con delega alla sicurezza e circolazione ferroviaria. Il quinto indagato è il direttore dell'agenzia italiana per la sicurezza ferroviaria. Il proscioglimento è arrivato al termine dell’udienza preliminare che si è tenuta questa mattina dinanzi al gup Giovanni Gallo, che ha ritenuto che non vi fossero profili di colpa a carico dei cinque. In quella gelida e tragica mattina di metà marzo Anna Corallo era salita, assieme al marito, sull'Eurostar diretto a Torino per salutare la nipote. La coppia, non accortasi che il convoglio era già partito, aveva cercato di scendere in tutta fretta. Il marito, che precedeva la vittima, era riuscito a raggiungere la banchina, mentre la donna era stata risucchiata sui binari. Il treno le aveva tranciato la gamba sinistra ed il braccio destro. Nonostante i soccorsi immediati, per la donna non c'era stato a da fare ed era morta durante il trasporto in ospedale. Le indagini avevano portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei cinque funzionari sulla base di riscontri investigativi, delle consulenze tecniche di parte e delle testimonianze raccolte a “sommarie informazioni”. Per tutti le ipotesi di reato formulate erano cooperazione nel delitto colposo e omicidio colposo. Le indagini avevano, infatti, riscontrato che le porte automatiche delle carrozze del tipo di quella utilizzata nell'incidente, e poi sottoposta a sequestro, non erano in grado di garantire la sicurezza, poiché l'apertura manuale è possibile sino a quando il treno non ha raggiunto una velocità di 5 Km orari. Una tesi che aveva portato il sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Paola Guglielmi, alla richiesta di rinvio a giudizio. Una tesi che, però, non è stata supportata in sede di udienza preliminare. Lo stesso pubblico ministero (Emilo Arnesano, che ha sostituito la collega Guglielmi), infatti, ha chiesto il proscioglimento degli imputati. 23 aprile 2011 Morì travolta dal treno in partenza. Cinque gli indagati Il sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Paola Guglielmi, ha chiuso le indagini sulla morte di Anna Corallo, la donna di 69 anni originaria di Lizzanello finita sotto un treno in partenza, nella stazione centrale di Lecce, la mattina del 19 marzo del 2009. La donna era salita, assieme al marito, sull'Eurostar diretto a Torino per salutare la nipote. La coppia, non accortasi che il convoglio era già partito, aveva cercato di scendere in tutta fretta. Il marito, che precedeva la vittima, era riuscito a raggiungere la banchina, mentre la Corallo era stata risucchiata sui binari. Il treno le aveva tranciato la gamba sinistra ed il braccio destro. Nonostante i soccorsi immediati, per la donna non c’era stato a da fare ed era morta durante il trasporto in ospedale. Cinque gli indagati, sulla base dei riscontri investigativi, delle consulenze tecniche di parte e della testimonianze raccolte a “sommarie informazioni”, cui nelle prossime ore saranno notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Si tratta del responsabile della divisione passeggeri di Trenitalia, e di altri tre dirigenti della stessa divisione con delega alla sicurezza e circolazione ferroviaria. Il quinto indagato è il direttore dell’agenzia italiana per la sicurezza ferroviaria. Per tutti le ipotesi di reato sono cooperazione nel delitto colposo e omicidio colposo. Le indagini avrebbero infatti riscontrato che le porte automatiche delle carrozze del tipo di quella dell’incidente, sottoposta a sequestro, non sono in grado di garantire la sicurezza, poiché l’apertura manuale è possibile sino a quando il treno non ha raggiunto una velocità di 5 Km orari. Le parti civili sono rappresentate dall’avvocato Francesca Conte.

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