2000 'contadini' under 40: 'Un successo'

Bari. Programma di sviluppo rurale. Dario Stefàno: “Obiettivi raggiuntii”

BARI. Grandi aspettative dal Comitato di Sorveglianza del Programma di Sviluppo della Puglia 2007-2013, organo rappresentativo del partenariato socio-economico, a cui partecipano attivamente la Commissione Europea e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, riunitosi ieri a Bari per decidere ulteriori elementi di programmazione. I lavori sono stati avviati, come di consueto, dall’Assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno, che ha sottolineato l’importante risultato raggiunto, l’obiettivo di spesa al 31 12 2010, “ma soprattutto – ha detto Stefàno – aver generato condizioni per una qualità nella spesa che assicurino efficacia dell’uso delle risorse pubbliche e reale rispondenza ai bisogni del sistema. Si è dato, infatti, concretezza ad un approccio strategico fortemente innovativo del Psr, la Progettazione Integrata di Filiera, che ha visto rispondere il sistema delle imprese di tutti i comparti con un importante dinamismo”. “E’ prioritario – ha aggiunto Stefàno – cavalcare questa volontà di intrapresa in comune, dando anche ascolto al fabbisogno emerso di intervento prioritario nella Innovazione (misura 124 del PSR) e negli investimenti che incrementino la capacità di competere, sostenibile e ambientalmente rispettosa, delle imprese agricole (misura 121)”. L’attenzione, dunque, si è spostata al futuro e alla necessità di mettere a punto alcune modifiche, individuate d'intesa con il partenariato socio economico pugliese. “L’altra grande emergenza del nostro sistema, la senilizzazione dell’imprenditoria agricola – ha spiegato l’assessore – ha avuto una adesione massiccia al cosiddetto “pacchetto giovani”: ad oggi, in risposta ad una parte di un solo bando, abbiamo consentito l’insediamento di oltre 2.000 giovani, under 40. Abbiamo seminato per il futuro dell’agricoltura pugliese, ma affinchè il raccolto possa essere abbondante, occorre prestare la necessaria attenzione al percorso di crescita di queste giovani imprese, fornendo loro il necessario sostegno agli investimenti aziendali (misura 121), prioritaria esigenza e principale strumento per uno sviluppo forte e duraturo”. Oltre alla richiesta di questa modifica di rimodulazione finanziaria dell’Asse I del Programma, anche un uso più coerente delle risorse per la riconversione tabacchicola, che hanno la necessità di traguardare una dimensione più territoriale e non più aziendale. “Si tratta, insomma, di dare gambe alle nostre idee e alla congiuntura incredibilmente favorevole di risposte che abbiamo registrato. Poiché, non solo si farebbe il bene del nostro sistema agroalimentare, ma si agevolerebbe il raggiungimento del target di spesa 2011, tra l’altro facilitato dalla possibilità recentemente approvata dall’Ue d erogare anticipi al 50% anche per tutto il 2011”. Altra grande sfida, quella dell’Asse IV e dei Gruppi di Azione Locale, nodale per realizzare migliori condizioni di vita nelle aree rurali attraverso un approccio partecipato. “Affinché si realizzi realmente tutto ciò – ha detto Stefàno – posso garantire il massimo impegno della macchina dell’Assessorato, in un rapporto di leale e corretta corresponsabilità nel perseguimento degli obiettivi”. Altro aspetto, quello delle tematiche ambientali: “Abbiamo voluto dare sostanza alla misura 213 – ha spiegato Stefàno – che eroga indennità agli agricoltori che operano nelle aree della Rete Natura 2000, per compensarli dei vincoli legittimi posti dai Piani di gestione di queste aree. Non si tratta di un sostegno generalista e indifferenziato, ma al contrario attento alle specificità colturali e soprattutto che mette al centro i giovani (come testimoniato dai criteri di selezione ipotizzati) quali garanti della continuità dell’attività agricola. Sempre in tema ambientale, è stata inserita nella misura 214 l’azione per la tutela della biodiversità animale, di primario rilievo anche per la salvaguardia di produzioni ricche di tipicità, sempre più minacciate dalla standardizzazione e dalla massificazione dei gusti e degli stili alimentari della globalizzazione.

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