Lo scioglimento secondo “Città di Gallipoli”

Gallipoli. Dopo le dimissioni in blocco dei consiglieri, il giudizio del gruppo consiliare su Fabrizio Ferilli

Emilio Picciolo, Francesco Fedele, Cosimo Giungato, Emanuele Liaci, del gruppo consiliare “Città di Gallipoli” inviano una nota molto critica sull’operato del consigliere comunale Fabrizio Ferilli, che detiene ancora il delicato incarico di presidente del Parco naturale di Punta Pizzo. Scrivono i quattro consiglieri: “Il maldestro tentativo posto in essere da Fabrizio Ferilli nel difendere il suo indifendibile operato è stato abbondantemente soppesato, in negativo, dall’opinione pubblica. Ci saremmo aspettati da lui un dignitoso silenzio, proprio di chi non ha giustificazione alcuna per comportamenti consequenziali e contraddittori e che qui cercheremo brevemente di riepilogare, perché tutti possano conoscere la coerenza politica ed amministrativa di Ferilli. 1. In data 20 giugno Ferilli approva il Bilancio di previsione, l’atto più politico tra tutti. Se i malumori che oggi l’ex consigliere utilizza come pezza a colore per giustificare le sue scelte fossero reali e veri, non avrebbe potuto scegliere momento migliore, manifestandoli nella sede istituzionalmente più appropriata. Ed invece silenzio più assoluto, segno evidente che a aveva da obiettare sull’attività dell’esecutivo e della maggioranza. 2. Nella stessa seduta di consiglio comunale Ferilli fa un solo intervento invitando il sindaco a “prendere atto di quanto si è verificato oggi in aula e a trarne le dovute conseguenze”. Frase che indica la necessità di verifiche, consultazioni ed analisi della situazione politica in seno alla maggioranza, non certo malessere e disagio, cui infatti non si fa alcun riferimento. 3. Sino al 24 giugno lo stesso Ferilli invita la maggioranza a “ragionare con la testa e non con la pancia” , vale a dire ad agire senza prendere decisioni affrettate e sino a venerdì sera, manifesta sostegno e condivisione al sindaco Venneri. In meno di dieci ore, quindi, firma per lo scioglimento del consiglio comunale. Questa la cronologia vera e non artefatta di come si è giunti alla firma, decisiva, del consigliere Ferilli per lo scioglimento del consiglio comunale. Detto questo, vorremmo rivolgere delle domande all’ex consigliere, convinti che avrebbe serio e profondo imbarazzo nel rispondere. 1. Cosa è successo nella giornata del 23 e del giugno e cosa ha indotto il consigliere Ferilli a contraddire sé stesso? 2. È vero o no che le uniche attenzioni dell’ex consigliere erano rivolte alla gestione del Parco Naturale di Punta Pizzo, per la cui presidenza non si è dimesso – come ha detto quest’oggi alla stampa – arrivando addirittura a costituirsi in prima persona al Tar pur di mantenere e conservare gelosamente una carica a lui tanto cara? 3. È lecito dunque pensare che forse, perso il treno tanto caro, il consigliere Ferilli abbia indirizzato le proprie attenzioni alle pressioni ed ai condizionamenti esterni di chi voleva la caduta dell’Amministrazione? In attesa di risposte che forse non arriveranno mai, siamo certi che i cittadini abbiano sufficienti elementi per valutare l’intero iter della vicenda, soppesando le responsabilità politiche e personali di ciascuno. Una cosa è certa: uno dei più accaniti oppositori dell’avvento di Vincenzo Barba nello scenario politico gallipolino, l’avv. Ferilli, è caduto miseramente nell’oblio e nella sicura solitudine nonché nella compassione di chi ha sentito e letto le ingiurie e gli improperi del beneamato onorevole diretti nei suoi confronti. 25 giugno 2011 Si dimettono 11 consiglieri. Cade l’Amministrazione Venneri GALLIPOLI – Undici consiglieri hanno fatto le valige e salutato il Palazzo, dimettendosi dalla carica politica. Non ha retto alle tante pressioni e frizioni degli ultimi periodi l’Amministrazione guidata da Giuseppe Venneri. Che, dunque, non è più sindaco di Gallipoli. I cittadini ritorneranno alle urne la prossima primavera. L'ex primo cittadino, sostenuto inizialmente da una coalizione di centrodestra, ha cambiato “in corsa” l’orientamento della propria maggioranza con l’ingresso dell'Udc, del Pd e di liste civiche. Ciò ha generato una condizione di equilibrio precario, precipitata in occasione dell’approvazione del Bilancio di previsione. I dimissionari che hanno determinato la caduta del Governo cittadino sono Enzo Benvenga, Antonio Barba, Toti Di Mattina, Stefania Oltremarini, Sandro Buccarella, Luca Murra e Giovanni De Marini (Pdl-Ppdt), Luigi Caiffa e Giancarlo Padovano (Udc), Concetto Scariolo e Fabrizio Ferilli (lista civica “Con Venneri sindaco”).

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