Lettera aperta alla giunta De Masi

Casarano. Giovanni Ferrari scrive una lettera in merito alla gestione politico-amministrativa dell'ex sindaco Ivan De Masi

Voglio esprimere solo poche e semplici parole, da persona umile e semplice quale sono, perché sono stanco di sentire l’ex sindaco De Masi vantarsi dei risultati ottenuti nella sua gestione politico-amministrativa. Ma quali risultati? E per chi? Non certo per la cittadinanza casaranese che della sua attività non ha beneficiato affatto! Si è forse preoccupato di tutte le famiglie che non sanno come arrivare alla fine del mese perché senza lavoro e senza prospettive per il futuro? O dei giovani illusi da una speranza di cambiamento e presto disillusi dall’evidente disinteressamento nei loro confronti? È facile proporsi con belle parole come “cambiamento” “innovazione” “futuro” “meritocrazia” e poi invece nascondersi dietro la scusa di debito pubblico e di mancanza di fondi. Gli unici suoi interessi sono stati legati esclusivamente alle sue attività imprenditoriali e non riuscendo a soddisfarli, ha dato la colpa ad un complotto organizzato appositamente contro di lui. Ha parlato di complotto nel momento in cui qualcuno, stanco del regime che aveva istaurato è uscito fuori dal coro che lo venerava e sosteneva a priori. Gli unici suoi sostenitori sono stati parte di una schiera di fedelissimi (galoppini e squadristi) attratti da promesse e contentini in cambio di sostegno incondizionato. Tutto il resto della cittadinanza è stato snobbato e tirato in causa solo a sua convenienza. Poco gli è importato di rinfoltire il già elevato numero di disoccupati mandando a casa precari pubblici con la scusa di mancanza di fondi a vantaggio di altri preferiti perché parte della sopraccitata schiera. Perché, alcuni dei concorsi pubblici sono stati bloccati e altri portati a termine? Forse perché quelli portati a termine sarebbero serviti a rinforzare la sua posizione amministrativa. Ma fortunatamente siamo nel 2011 e i cittadini casaranesi non sono tanto sciocchi da credere alle favole e lasciarsi coinvolgere da un regime dove l’intento è stato quello di privilegiare i pochi. Per essere il sindaco di tutti, il primo cittadino di una amministrazione dovrebbe avere l’interesse rivolto ai più deboli ed emarginati e quindi a tutti. Cosi sarebbe stato all’altezza degli altri amministratori (Remigio Venuti e il compianto William Ingrosso) che hanno fatto del bene comune lo scopo principale della loro attività amministrativa. Ferrari Giovanni

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