Sovrintendenza. Provincia compatta contro lo spostamento

Lecce. Passato all’unanimità l’odg di Gabellone contro l’accorpamento della sede leccese a quella di Bari. Prossimo passo: coinvolgere anche Brindisi e Taranto

LECCE – Ok all’ordine del giorno proposto da Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce a favore del mantenimento a Lecce degli uffici della Soprintendenza per i beni architettonici e Paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto. La Commissione permanente Cultura di palazzo dei Celestini, presieduta da Antonio Renna, stamattina l’ha valutato positivamente e presentato al Consiglio provinciale, che lo ha accolto all’unanimità. Maggioranza e opposizione provinciale sono d’accordo nel farsi portavoce, anche per le Provincie di Brindisi e Taranto, presso il Ministero per i Beni Culturali e per i Comuni che vorranno accogliere e sottoscrivere il documento, della unanime volontà di impedire l’accorpamento della Sopraintendenza di Lecce a quella di Bari. “Ho già contattato i presidenti delle Provincie di Brindisi e Taranto – ha dichiarato Gabellone -. In una terra in cui si pensa al distretto del Barocco è un grande errore portare via la Soprintendenza”. Renna ha puntato più sul “valore simbolico e storico che la presenza della Soprintendenza sul territorio ha avuto in questi anni”, “funzionale soprattutto – ha aggiunto – alla salvaguardia di un territorio che ha emergenze architettoniche e ambientali che altri territori non hanno”. E l’assessora Simona Manca ha rilanciato, spiegando come sia in corso “una battaglia contro la razionalizzazione della spesa intrapresa dal Ministero. Non si può prescindere – ha detto – dal fatto che l’ufficio della Soprintendenza qui a Lecce sia fondamentale. Seppur in questi anni la presenza della sua sede a Lecce non sia stata sufficiente a sopperire ai bisogni di un territorio vasto e ricco dal punto di vista dei beni architettonici e ambientali e l’ufficio abbia operato in condizioni difficili. Non solo deve rimanere qui ma deve essere messa in condizione di operare al 100%, cosa, questa, che negli ultimi anni non è accaduta a causa del fatto che parte della logistica si trova a Bari”. Fuori da Palazzo dei Celestini, intanto, la Chiesa di Santa Croce ha “ascoltato” da dietro le impalcature che da giorni proteggono turisti e fedeli dal distaccamento di frammenti di pietra. Alla domanda se in questo momento non sia più importante pensare al potenziamento degli organi ispettivi piuttosto che alla presenza sul territorio di un organo di studio e consulenza Renna ci ha risposto che il documento appena approvato in consiglio è stato redatto sulla base della funzionalità e della grande competenza del lavoro di coordinamento svolto fino ad oggi dalla Soprintendenza che ha anche dato pareri sullo stato architettonico e ambientale del territorio e dei beni sparsi per i Comuni delle tre provincie intervenendo anche nel segnalare situazioni di emergenza. Ciascuno dà il suo contributo. “E la Provincia di Lecce – ha aggiunto – in fase di approvazione di bilancio, continua a porre attenzione e si impegna nella salvaguardia dei beni architettonici e ambientali del territorio pur nello stato di crisi economica in cui oggi versa e nonostante i tagli ministeriali cui ha dovuto far fronte.” A quanto ammonterà, dunque, in questo Bilancio l’impegno della Provincia? “Dipenderà dalle risorse disponibili. Presto ve lo potremo dire.” Un modo elegante per non parlare di soldi. Peccato che noi gli avevamo chiesto proprio quello. 2011/6/21 Via la Sovrintendenza? Gabellone dice no Il Ministero per i beni e le attività culturali vorrebbe sopprimere la Sovrintendenza per i beni culturali e paesaggistici delle province di Lecce Brindisie Taranto, ma Antonio Gabellone non ci sta. Troppo importante il patrimonio da proteggere e su cui sorvegliare. Così il presidente della Provincia ha redatto un ordine del giorno da discutere al prossimo Consiglio provinciale, con cui si chiede al Ministero di non privare il Salento di quest’importante presidio, e chiede ai sindaci e ai presidenti delle province di Brindisi e Taranto di fare altrettanto. L’accorpamento previsto dal Ministero provocherebbe la chiusura della sede staccata di Taranto e quella presso il Castello di Copertino, mentre dal sito web della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Lecce, Brindisi e Taranto si apprende del trasloco presso “il complesso monumentale “Ex Spedale dello Spirito Santo” in via Galateo n. 2 a Lecce, dei seguenti Settori/Uffici: Ufficio del Soprintendente; Settore Architettonico/Paesaggistico; Segreteria del Soprintendente; Ufficio Amministrativo; Ufficio Protocollo; Biblioteca/Archivio”. Ma, secondo Gabellone, “il richiamato trasloco appare in contrasto con l’ipotesi di accorpamento a Bari delle attività della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto”. La sovrintendenza di Lecce, Brindisi e Taranto è stata istituita nel 2004, ed è un organo periferico (art. 18 del D.P.R. 26 novembre 2007, n. 233 “Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma dell’articolo 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dipende dalla competente direzione generale e svolge attività di tutela, salvaguardia, conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico, presente sul territorio. I compiti istituzionali della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto riguardano la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico vincolato (compresi parchi e giardini storici) di proprietà sia pubblica che privata, presente nelle aree territoriali di competenza; inoltre la Soprintendenza svolge azione di sorveglianza sui beni architettonici di proprietà privata e/o pubblica, attraverso l’esame e l’approvazione dei progetti di restauro e sugli interventi stessi. Inoltre provvede alla redazione di progetti ed all’esecuzione di lavori di restauro e valorizzazione su beni di proprietà pubblica (appartenenti allo Stato, ad enti e Istituti legalmente riconosciuti). Importante è poi l’attività, propria della Sovrintendenza, tesa a promuovere la fruizione e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico ricadente nel territorio delle province di Lecce, Brindisi e Taranto e sui beni demaniali in consegna diretta attraverso iniziative culturali organizzate in proprio e/o in collaborazione con Associazioni Culturali, Enti, Università, oltre a promuovere la conoscenza, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale dell’area territoriale di sua competenza dei beni di proprietà demaniali che ha in consegna. Riguardo ai beni ambientali e paesaggistici infine esercita la tutela paesaggistico-ambientale, con funzione di controllo (Decreto Legislativo 42/04). “Il territorio di competenza – si legge nell’ordine del giorno proposto da Gabelone – è caratterizzato dalla presenza di complessi di beni distinti da eccezionale valore archeologico, storico, artistico o architettonico, che giustificano l’esistenza di una autonoma gestione per le province di Lecce, Brindisi e Taranto; il provvedimento di accorpamento degli uffici a Bari sarebbe in contrasto con la necessità di migliorare la tutela e la fruizione del patrimonio architettonico e paesaggistico della provincia di Lecce, che rappresentano il primo volano del turismo nel Salento; il trasferimento a Bari sarebbe ingiustificato e dannoso sia per i privati sia per le pubbliche amministrazioni che- frequentemente- intrattengono rapporti burocratici con la Soprintendenza di Lecce, a causa della distanza che separa i comuni dal capoluogo di Regione”. In realtà, al di là della questione trasferimento ‘sì’, trasferimento ‘no’, il Salento avrebbe necessità di un più efficiente presidio che sovrintendesse veramente e con pervicacia ai beni culturali e soprattutto ambientali, per impedirne lo scempio, lento e silenzioso, delle coste e dell’entroterra. Articolo correlato: 'Ridateci la Soprintendenza'

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!