Sovrintendenza. Bellanova interroga il ministro

La deputata salentina del Pd chiede quali siano le reali intenzioni del Governo in merito all’assorbimento dell’Ente da parte della sede di Bari

Quali sono le loro reali intenzioni del Governo rispetto alla paventata soppressione della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto? Lo ha chiesto Teresa Bellanova, deputata salentina del Pd, in un'interrogazione parlamentare rivolta al presidente del Consiglio ed al ministro per i Beni e le Attività Culturali. “Il Salento – spiega la Bellanova – è conosciuto nel panorama italiano, europeo ed internazionale per essere un territorio ricchissimo di fonti archeologiche, costellato di monumenti architettonici in stile barocco che ne fanno una delle maggiori attrazioni turistiche del Mezzogiorno d’Italia”. “L’eventuale spostamento delle competenze dell’istituzione in oggetto dalla sede leccese a quella barese, oltre a provocare un enorme disagio in termini di efficienza del servizio, andrebbe a determinare una grave penalizzazione del territorio salentino. Un territorio che ha saputo mettere in atto, nel corso degli anni, una serie di strategie idonee ad esaltare il suo aspetto architettonico e la sua vocazione turistica”. Ma il rischio che si corre, secondo la deputata, sarebbe anche più serio. “Si sottovaluta – aggiunge – l'impatto che si andrebbe a generare, ove tale scelta fosse confermata, sull'attività di tipo paesaggistico. A quest'organo fa capo gran parte dell'attività di controllo ed autorizzazione che coinvolge settori importanti della nostra economia, come l'edilizia, le infrastrutture, le energie rinnovabili e altro. Un bel pezzo di economia la cui gestione rischierebbe di diventare estremamente caotica, andandosi ad impantanare in un ufficio, quello barese, che a causa dei noti tagli al settore e del blocco delle assunzioni pubbliche si rivelerebbe presto sottodimensionato per la mole di lavoro che lì si andrebbe ad accumulare”. “Sono questi i gravissimi rischi – conclude la parlamentare – che il Governo non può non valutare attentamente. Chiedo che si lasci operativa la sede leccese al fine di non penalizzare un territorio che nel settore delle bellezze architettoniche, paesaggistiche e turistiche ha investito risorse, umane ed economiche, per raggiungere ottimi risultati”. Ecco il testo dell’interrogazione. INTERROGAZIONE a risposta in Commissione BELLANOVA – Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali. Per sapere, premesso che: – in questi giorni sulla stampa locale viene riportata la notizia che, all’interno di un piano di riordino governativo-ministeriale, le competenze in capo alla sede della Soprintendenza per i Beni per i beni architettonici e paesaggistici di Lecce sarebbero assorbite da quella del capoluogo regionale; – tale notizia ha scatenato una vera e propria mobilitazione da parte di esperti, amministratori e degli addetti ai lavori che giustamente sottolineano l’importanza in una città d’arte, quale è Lecce, di avere una sede effettivamente operativa dell’organo periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali a tutela del patrimonio artistico e culturale; – Lecce è conosciuta, infatti, nel panorama italiano, europeo ed internazionale per essere un territorio ricchissimo di fonti archeologiche, costellato di monumenti architettonici in stile barocco che fanno della città salentina una delle maggiori attrazioni turistiche del Mezzogiorno d’Italia; – l’eventuale spostamento delle competenze dell’istituzione in oggetto dalla sede leccese a quella barese oltre a provocare un enorme disagio in termini di efficienza del servizio, si pensi ad esempio alla celerità d’azione richiesta nelle istanze di autorizzazioni o sopralluoghi per la tutela di monumenti architettonici che sarebbe impensabile portare all’attenzione di uffici dislocati a più di 150 km dalla città, andrebbe, inoltre, a determinare una effettiva penalizzazione del territorio salentino che ha saputo mettere in atto, nel corso degli anni, una serie di strategie idonee ad esaltare l’aspetto architettonico e la vocazione turistica della città; – se tale scelta dovesse essere confermata si rischierebbe non solo di penalizzare il nostro patrimonio culturale, ma anche di paralizzare la tutela del paesaggio. Gran parte delle attività legate alle energie rinnovabili, all'edilizia, alle infrastrutture, infatti, richiedono la supervisione della Soprintendenza. È facilmente preventivabile, anche in virtù dei tagli che il Governo ha decretato, immaginare come l'ufficio barese sarebbe presto ingolfato, rendendo di fatto impossibile lo svolgimento di una effettiva attività di controllo e tutela del territorio; se il Governo ed il Ministro per i Beni e le Attività Culturali non ritengano utile intervenire per confermare l’esistenza di questo piano di riordino e per chiarire quali valutazioni adottate hanno portato a determinare lo spostamento delle competenze dell’organo in oggetto dalla città di Lecce a quella barese; se il Governo ed il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, alla luce di quanto sopra esposto, non ritengano utile rivedere con urgenza il piano di riorganizzazione che ha colpito l’organo periferico lasciando l’operatività dello stesso nella città di Lecce al fine di non penalizzare un territorio che nel settore delle bellezze architettoniche, paesaggistiche e turistiche ha investito risorse, umane ed economiche, per raggiungere ottimi risultati. Bellanova, Articolo correlato: Una mozione per la Sovrintendenza

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