Allarme rifiuti a Casalabate

La soluzione di Axa è un aumento considerevole dei cassonetti presenti sul territorio della marina di Casalabate

Che Casalabate fosse abbandonata da tempo al suo destino, lo si sapeva già; ma, forse, non tutti sapevano che quello dei rifiuti è uno dei problemi più gravi della marina leccese. Il degrado e la sciatteria hanno moltiplicato i cumuli di rifiuti a ridosso dei cassonetti, rendendoli vere e proprie discariche abusive a cielo aperto, colme di materiali altamente tossici. Lastre, pannelli, onduline e tubi in eternit sono alcuni esempi di quello che vi si può trovare.   Questa triste situazione è il risultato del disinteresse da parte di tutte quelle aziende che non si preoccupano di smaltire e dei tanti cittadini che, esasperati dall'invasione dei rifiuti, non fanno altro che peggiorare la situazione creando, a loro volta, nuovi cumuli di spazzatura. Secondo un’analisi dei dati nel primo trimestre del 2011, sono state raccolte dalla società Axa circa 60 tonnellate di rifiuti ingombranti, beni durevoli e RAEE; di queste, l’85% è stato raccolto in varie zone della città, abbandonati in vere e proprie discariche abusive. Quest'ennesimo atto di incuria costringe Casalabate a permanere in una situazione indecorosa che si ripercuote tanto a livello economico, come sul piano igienico. L' Axa, azienda che si occupa del servizio di igiene urbana nella marina, ha deciso che aumenterà il numero dei cassonetti presenti sul territorio della marina di Casalabate, cercando così di combattere la pigrizia e la ritrosia di molti cittadini. Quello delle “micro isole ecologiche” è un modo per coinvolgere attivamente i cittadini e spingerli sempre più verso la raccolta differenziata. Presto, lungo le strade principali di Casalabate, saranno, infatti, posizionati cassonetti per la carta, per plastica e metalli, per il vetro e per i rifiuti indifferenziati. Una scelta, quindi, che tende a responsabilizzare la cittadinanza e che potrebbe aiutare a risolvere una situazione da troppo tempo fuori controllo.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!