Allarme inquinamento elettromagnetico a Parabita

I livelli di inquinamento elettromagnetico rilevati dall'Arpa Puglia, in alcune zone del comune salentino, sono preoccupanti

Parabita soffre il problema dell'inquinamento elettromagnetico. La causa? Le antenne situate sulla collina S. Eleuterio. Una parte della cittadinanza è esposta a campi elettromagnetici che superano il livello di guardia e che provengono dalla zona alta del paese. Durante il mese di maggio scorso, l'Arpa Puglia ha effettuato delle misurazioni che hanno dato risultati superiori a 4,5 v/m e che non fanno altro che confermare i timori sulla questione. È giusto, a tal proposito, specificare che l'obiettivo di qualità è di 3V/m, mentre il livello di attenzione è pari a 6V/m. Dalla lista “Bene Comune” fanno notare che l'amministrazione locale, nei mesi passati, aveva comunicato più e più volte che il problema era stato risolto; probabilmente, ignoravano che non tutta Parabita è esposta all'inquinamento elettromagnetico. Luoghi come la scuola materna di Via Berta, scuola elementare di via Roma, scuola media di viale Stazione e scuola materna di via Monsignore G. Fagiani, risultano tutti al di sotto di 3V/m, ma le zone a “rischio” sono altre. Una possibile soluzione sarebbe ridurre le tre antenne di altezza media già esistenti a una sola e più alta. Il “traliccio unico” perderebbe la sua incidenza sulla salute dei cittadini, più precisamente, a partire dagli 80 metri di altezza. La lista “Bene Comune” ha già presentato un'interrogazione in Comune nella quale si chiede all'amministrazione cosa intende fare a riguardo e ricordando che sarebbe doveroso monitorare quotidianamente il livello di inquinamento. “Infatti, – si legge nel comunicato del gruppo di opposizione – basterebbe ripristinare la rete di monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico messa a punto dalla società consortile “Area Sistema Casarano e Comuni associati”, attivata in passato ed oggi non più attiva. Con quali risorse? Magari con una riduzione dei nuovi stipendi dei nostri “eletti””.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!