Debiti di bilancio: stesso problema, due soluzioni

Due amministrazioni, due modi diversi di risolvere il problema; Luciano Cariddi a Otranto e Carlo Russo a Ruffano

Due sindaci, due centri salentini, due modi diversi di risolvere lo stesso problema. Il Comune di Otranto e quello di Ruffano soffrono entrambi per le voragini economiche generate dai tagli del Governo e dalle novità del Federalismo fiscale municipale. Ovviamente non sono i soli a dover fronteggiare questa grana, ma sono due fulgidi esempi di come, a pochi chilometri di distanza, la politica si possa manifestare con messaggi, decisioni e azioni molto differenti.  Il sindaco Luciano Cariddi, per far cassa e non dover lottare oltremisura con il bilancio comunale, ha deciso che farà pagare, ai turisti che visiteranno Otranto a partire da luglio, una somma che va da 1 a 3 euro al giorno. Una vera e propria tassa per il soggiorno sul già dispendioso suolo otrantino, anche se lui preferisce chiamarlo “contributo”. Con le dovute eccezioni, certo, ma l'obolo coatto sarà praticamente a carico di tutti. Ricorda vagamente un'iniziativa dell'ex governatore sardo Renato Soru, ma quella era un'imposta sul lusso, sugli yacht, sui seguaci di Briatore. Questa, invece, è una tassa democratica, trasversale, quasi comunista: un po' di meno, ma tutti.   Da Ruffano arriva, invece, una soluzione più unica che rara. Il sindaco Carlo Russo ha deciso che, udite udite, ridurrà, insieme a tutti gli assessori, la propria indennità di carica di un terzo. Quest'atto, approvato con delibera di Giunta, comporterà un aumento degli introiti nelle casse comunali per una cifra superiore ai 10.000 euro. Sorprendente, non c'è che dire. In un momento di cinismo, di crisi, di difficoltà diffusa, basta un gesto per ridare fiducia nella politica. Viene da pensare: se l'ha fatto Russo a Ruffano, perché non lo fanno i nostri parlamentari? Sarà che l'avarizia aumenta con lo stipendio, ma quando qualcuno avanzò ufficialmente la proposta di ridurre le pensioni d'oro della classe politica nazionale, la risposta fu inequivocabile: 498 contrari, 22 favorevoli, 5 astenuti. “Ciò vale soprattutto laddove si è dell'avviso che sia necessario mantenere lo stesso standard qualitativo dei servizi, – ha dichiarato candidamente il primo cittadino ruffanese – senza penalizzare i cittadini ed evitando di mettere le mani nelle tasche dei contribuenti ricorrendo all'aumento delle tasse”. È probabile che, nello stesso istante, a più di qualcuno stessero fischiando le orecchie. Articoli correlati: Tassa di soggiorno. Il sindaco Cariddi: ‘Siamo costretti'

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