Sprechi affitti: il Pd interroga Gabellone

Lecce. Con determina di Giunta la Provincia ha tagliato gli affitti meno costosi, lasciando quelli più esosi. Un controsenso su cui chiede spiegazioni il Pd

Si può tagliare sul pane e continuare a mangiare caviale? Il senso dell’interrogazione odierna del gruppo consiliare del Pd è proprio questo, ma non di pane o caviale si tratta, bensì di affitti. Ce ne eravamo occupati qualche giorno fa. La questione è riassunta nell’interrogazione che il gruppo consiliare del Pd (Cosimo Durante, Alfonso Rampino, Gabriele Caputo, Roberto Schiavone) ha protocollato oggi indirizzandola al presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone e per conoscenza al presidente del Consiglio. I consiglieri si chiedono come mai il Presidente abbia deciso di rescindere i contratti di affitto meno cari, quello di palazzo “Colonna”, pari a 22.600 euro l’anno e quello sede del progetto “Libera”, pari a 17.280 e di tenere invece il più costoso, quello di Viale Marche, finora pagato 79.292,65 euro. Su quest’ultimo la Provincia, nella stessa delibera di Giunta in cui fissa la dismissione degli altri due immobili, ha deciso di chiedere una rimodulazione dell’importo, perché passi da quasi 80mila euro a 65.000. L’immobile occupato da “Libera”, il progetto che si occupa della tutela della vittime di tratta, non è a carico della Provincia, ma del Ministero delle pari opportunità, trattandosi di un progetto nazionale al quale la Provincia contribuisce semplicemente dislocando proprio personale dipendente. Il gruppo consiliare del Pd si chiede: “Per quali motivazioni la Giunta provinciale, con l’atto sopra citato, ha deciso di terminare l’affitto dello stabile di “Via Manfredi”, dal costo annuo di € 17.280,00, dando indirizzo al Dirigente competente a stipulare un nuovo contratto di locazione con la proprietà dell’immobile di “Viale Marche” dalla spesa annuale di € 65.000,00, tenuto conto che gran parte delle attività relative ai progetti “Libera”, a cui sarà destinata la predetta struttura, potevano continuare ad essere svolte nella sede di “Via Manfredi”, com’è avvenuto sino adesso, mentre il “Centro provinciale per i servizi agli immigrati” avrebbe potuto trovare idonea collocazione negli uffici di “Palazzo Colonna” (spesa annuale di € 22.600,00), ricavando in tal modo, com’è facile intuire, un cospicuo risparmio economico per l’Ente Provincia; quale risparmio c’è nel non rinnovare le locazioni a canone più basso: € 17.280,00 ed € 22.600,00 e sottoscrivere nuovamente quella a prezzo più alto (€ 65.000,00) anche se rinegoziato”. Una domanda alla quale forse per Gabellone sarà difficile rispondere, dal momento che, scrivono i consiglieri, “per quest’ultimo edificio (cioè quello di viale Marche. Il caviale, per intenderci, ndr) la S.V., nel corso del dibattito consiliare tenutosi nella seduta del 23/11/2009, ha dichiarato “…..questa Amministrazione per tempo ha fatto comunicazione di disdetta per il fitto di quell’immobile…..” e che “l’Amministrazione da Lei guidata, a Suo dire, sta lavorando per ridurre i fitti passivi e soprattutto per una riduzione generale delle spese”. In sostanza i Consiglieri propongono che, come ha promesso pubblicamente il Presidente un anno e mezzo fa, l’appartamento di viale Marche, praticamente vuoto, se non per l’utilizzo di una sola stanza tre mezze giornate a settimana da parte del “Centro provinciale per i servizi agli immigrati”, sia dismesso e che lo Sportello degli immigrati potrebbe essere trasferito presso palazzo Colonna, che invece si terrebbe perché costa meno della metà. Oppure, aggiungiamo noi, le sedi delle varie associazioni che utilizzano a vario titolo gratuitamente e saltuariamente le stanze di viale Marche, potrebbero essere trasferite nei locali delle Benedettine, oggi vuoti, ristrutturati con i soldi provinciali in cambio del comodato d’uso gratuito. Insomma, le soluzioni per tagliare il caviale e non il pane ci sono. Basta solo volerlo. In caso contrario, spiegare ai cittadini perché.

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