Il volontariato? Un investimento

Bari. 600 milioni di euro in servizi, ovvero la più grande fabbrica della Puglia a costo zero. Associazioni protagoniste, oggi, all’assemblea regionale del volontariato. Tra i punti all’odg: l'istituzione dell'Osservatorio regionale, la presentazione della ricerca regionale sul settore e la stesura del documento programmatico 2011-2015

BARI – Sono 2.063 le organizzazioni di volontariato in Puglia, il 48% in più del 2001. Il popolo dei volontari pugliesi è costituito da 90mila persone, un esercito in forte crescita considerando che rispetto al 2005 registra un incremento di circa 30mila unità, superando il gap negativo con le Regioni del Nord Italia, e facendo della Puglia la regina delle regioni del Sud. È ciò che rileva una ricerca dell'assessorato regionale al Welfare, realizzata da Csv Puglia Net, il coordinamento dei Csv Puglia. Un popolo che cresce non solo in numeri, ma anche in termini di partecipazione attiva alle questioni che toccano i beni comuni e sempre più frequentemente alla ricerca di una funzione pubblica nella società, di un dialogo con le istituzioni e di una partecipazione attiva alla costruzione di politiche sociali. In particolare, il percorso di trasformazione “politica” dello stesso volontariato è messo in evidenza da quel 64% di associazioni operanti nei settori del welfare e della partecipazione civica che nel 2009 si è impegnato in azioni di tutela dei beni comuni, in attività educative, di informazione e sensibilizzazione della popolazione locale su questioni di rilevanza sociale. In aumento anche le organizzazioni iscritte al Registro regionale del volontariato che nel 2010 sono arrivate a 1051, con una crescita del 49,5% rispetto al 2003. In questo quadro si inserisce l’assemblea regionale del volontariato, il principale momento istituzionale di incontro e di confronto tra le organizzazioni di volontariato e la Regione Puglia che si terrà oggi a Bari presso l'aula magna “Attilio Alto” del Politecnico, alla presenza del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e dell'assessora regionale al Welfare Elena Gentile. L'iniziativa si inserisce nell'ambito delle attività previste per l'“anno europeo del volontariato” e rappresenta la fase conclusiva di un percorso intrapreso nell'ultimo mese dalle assemblee provinciali, durante le quali sono stati eletti sette rappresentanti dell'Osservatorio regionale del volontariato. Uno degli obiettivi principali dell'assemblea, infatti, è proprio la ridefinizione di quest'ultimo organismo, previsto dalla legge regionale 11 del 1994, ma di fatto istituito per la prima volta in Puglia solo nel 2005. “Il volontariato – spiega Elena Gentile, assessore regionale al Welfare – assume sempre di più il ruolo di un anello strategico, di mediazione e connessione tra mondi diversi, tra pubblico e privato, tra cittadini e servizi, e questo sia rispetto alle scelte strategiche di programmazione, sia rispetto alla definizione delle soluzioni organizzative più efficaci. Ma soprattutto il volontariato non va più semplicemente ‘aiutato’, sul volontariato si deve investire, perché anche il volontariato si è fatto soggetto attivo, che investe sulle proprie organizzazioni, sulla propria capacità di fornire risposte, oltre che riuscire a leggere bisogni e rappresentare domande sociali”. “Quando le risorse per il welfare – continua Gentile – vanno sempre più riducendosi, occorre avere il coraggio di fare scelte forti, di concentrare le risorse sui servizi essenziali e sui soggetti più pronti a investire, o che hanno investito e che sono impegnati nell’assicurare stabilità ai rispettivi investimenti. E come in un circolo virtuoso, le istituzioni sono sempre più coraggiose quanto più la rappresentanza degli interessi collettivi e dei bisogni sociali diffusi è qualificata, riconosciuta, autorevole.”. Ma le cifre assumono una rilevanza strategica se rapportate al volume in servizi che le associazioni di volontariato muovono. “Una stima del valore economico del volontariato nella nostra Regione – spiega Luigi Russo presidente del Csv Puglia Net, il coordinamento regionale dei Centri di Servizio e direttore della ricerca – ci porta alla cifra di quasi 600 milioni di euro di servizi equivalenti alla persona, al territorio, alla cultura. È come se 20mila operatori lavorassero ogni giorno, per tutto l’anno, a tempo pieno: insomma la più grande fabbrica della Puglia che produce Bene Comune a costo zero. È arrivato il momento in cui occorre far fare al volontariato (e al Terzo Settore) pugliese un salto di qualità, nella direzione della piena consapevolezza del suo ruolo, in un rapporto costruttivo e dialettico con la Pubblica Amministrazione e il mercato. Ciò significa che la sua ‘terzietà’ non deve più essere considerata una sorta di ‘estraneità’, una specie di ‘riserva etica e morale’ di eroi destinati a rimanere fuori dalla storia che conta, ma un valore che deve puntare a cambiare il modo di fare politica e perfino il modo di fare impresa. La Puglia – conclude Russo – oggi ‘vale’ di più, è sicuramente più bella, riesce a resistere alla barbarie dei massacri delle finanziarie dei ‘tagli lineari’ anche perché c’è un esercito di 90mila cittadini volontari che credono nella relazione, nella legalità, nella giustizia, nella solidarietà, contro ogni deriva edonistica senza speranza e senza etica”. La giornata di oggi sarà anche l'occasione per presentare i risultati della ricerca sul volontariato condotta dal Csv Puglia Net e per discutere di sussidiarietà e terzo settore. Durante l'assemblea verrà ratificato il Documento politico programmatico del volontariato per il quinquennio 2011-2015.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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