Ispezione Asl in tribunale. Di male in benino

Lecce. Rispetto ai tempi dell’invasione di parassiti, qualcosa è cambiato. Tuttavia negli uffici del tribunale di Lecce non è proprio tutto a posto

LECCE – Giovanni Rizzo, segretario regionale del Confsal – Unsa, dà notizia della conclusa ispezione dell'Asl negli uffici giudiziari di Lecce. Il quadro che ne viene fuori non è certo entusiasmante, ma qualcosa è finalmente cambiato rispetto alle invasioni di parassiti che bloccarono il tribunale negli anni passati. Ora, per esempio, le derattizzazioni, deblattizzazioni e disinfestazioni sono più frequenti e non si rischiano nuovi stop. C'è stato un buon margine di miglioramento da quelle condizioni penose a quelle attuali, ma c'è un margine altrettanto ampio per raggiungere una situazione che possa ritenersi dignitosa. La Asl fa presente che non sono stati adottati provvedimenti per la pulizia straordinaria dei locali, quella periodica degli archivi interrati e le misure per i dipendenti disabili. Le undici stanze-cassaforte che custodiscono i corpi di reato, situate in viale De Pietro, versano in uno stato preoccupante. Desta timore anche lo stato di vivibilità degli uffici: “Sovraffollati sia come numero di dipendenti sia come quantità di materiali – si legge nel comunicato – e dove si registra anche un ‘sovraffollamento cartaceo’ per la presenza sovrabbondante di fascicoli situati ovunque, anche sui pavimenti delle stanze e dei corridoi (con accumulo di polvere e ricettacoli di insetti e parassiti)”. Molto pericoloso è invece il dissesto di piastrelle della pavimentazione in ceramica: queste nascondono, dagli anni ’90, la vecchia pavimentazione in amianto crisotilo, materiale cancerogeno, e pertanto le “falle” vanno riparate all’istante, prima che l’usura ne aggravi le proporzioni. “La prevenzione sotto il profilo della sicurezza, dell’igiene, della sanità dell’ambiente di lavoro non solo è, per noi sindacato, un dovere sociale e un valore civile – dichiara Giovanni Rizzo – ma è anche un motore di efficienza e di risparmio finale di risorse. Ritardare o persino trascurare gli interventi in materia aggrava le condizioni di lavoro e quindi diminuisce l’efficienza, e produce l’insorgere di infortuni, incidenti, malattie professionali e occasionali. Così, l’incuria e le successive cure e “riparazioni” hanno un costo sociale ed economico assai più alto di quello di una puntuale e tempestiva prevenzione, peraltro prevista dalla legge”. Entro qualche settimana, avremo i risultati ufficiali della relazione dell'Asl. Articoli correlati: Parassiti in Tribunale Pericolante e antiquato. Tribunale da Inferno dantesco

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