Bellanova: 'A chi giova Welfare to work?'

Ancora ritardi nei pagamenti della cassa integrazione in deroga: “Gli Enti interessati risolvano quanto prima questo pasticcio che nell hic et nunc grava solo sulle spalle dei lavoratori”

I lavoratori del TAC sono uomini e donne che ne hanno già passate fin troppe. Dalla felicità di lavorare in un settore che sembrava essere una locomotiva lanciata a tutta velocità verso un futuro splendente, al dramma per aver visto polverizzarsi quelle che sembravano essere delle certezze. Progetti di vita infranti, sprofondati nel purgatorio della cassa integrazione. Queste persone hanno accettato fiduciose il percorso di riqualificazione professionale denominato Welfare to work che la legge regionale aveva individuato, sobbarcandosi sacrifici, rinunce e costi, pur di ricevere quel minimo di sollievo che il percepimento dell'indennità di cassa integrazione, subordinato alla partecipazione ai corsi, può dare alle difficoltà quotidiane, loro e delle loro famiglie. Va bene la formazione continua, ma questi lavoratori, con tanta buona volontà hanno espletato il percorso formativo nellarco di un mese anche facendo fronte a notevoli difficoltà poiché costretti a seguire lezioni circa alcune materie, come le lingue straniere, per le quali l'apprendimento in un breve lasso di tempo pare quasi una mission impossible anche per un genio. Va inoltre aggiunto che alcuni di questi lavoratori, proprio in virtù dei costi da sostenere, hanno dovuto rinunciare a seguire corsi che ritenevano interessanti ed appropriati ai propri livelli di conoscenza perché organizzati in centri per l'impiego troppo distanti dalla sede di residenza. Oggi mi chiedo quale finalità abbia una formazione aggiuntiva per i lavoratori se poi non è oggettivamente fruibile a causa di ostacoli non da poco conto quali, in primis, i mezzi economici? Chi ha tratto oggettivamente beneficio dalla frequenza di questi corsi, stante le cose che oggi si registrano? Ritengo sia quindi assolutamente inaccettabile che oggi a quell'indennità che già tarda ad arrivare si aggiunga anche la beffa del mancato indennizzo di cassa integrazione in deroga che i lavoratori stanno aspettando, ma del quale per il momento pare non esservi traccia. Eventuali errori, inefficienze e mancanza di comunicazione tra Enti credo non sia possibile scaricarli su queste donne e questi uomini, già ampiamente provati da un cammino occupazionale ed esistenziale tutto in salita e, per di più, disseminato di vergognosi ostacoli amministrativi. Chiedo dunque a gran voce chiarezza da parte degli Enti interessati affinché si risolva quanto prima questo pasticcio che nell hic et nunc grava solo sulle spalle dei lavoratori.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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