Sinistra contro sinistra

TAURISANO. Da una parte Lucio Di Seclì, 69 anni, ex dirigente di Ragioneria al Comune. Dall’altra Filomena Campos, 42 anni, responsabile di rapporti con l’estero per un’azienda del posto. Due volti della società civile si contendono il ruolo che fu di Guidano. Entrambi alla guida di liste di sinistra

TAURISANO – Il programma è quanto mai importante in una competizione elettorale, come quella che si è profilata a Taurisano, in cui l’ideologia non fa la differenza. Dopo l’esclusione della lista di centrodestra e la conseguente rinuncia di quest’ultima a presentare ricorso al Tar (non tutti i candidati erano d’accordo col presentare ricorso), i candidati alla carica di sindaco di Taurisano sono due ed entrambi a capo di due liste di centrosinistra. Ma questa no è l’unico tratto che avvicina i due contendenti: nessuno dei due è mai stato “attivamente” in politica; entrambi vengono considerati espressione di quella società che, oggi più che mai, è necessario coinvolgere per raggiungere l’obiettivo importante di un’amministrazione che parta dal basso, dai bisogni dei cittadini soprattutto. In questo anomalo scenario – anomalo ma non più di tanto dal momento che Taurisano è storicamente un Municipio di sinistra – il Pd ha puntato su Lucio di Seclì, ragioniere 69enne, ex dirigente del settore Ragioneria del Comune e presidente del Consultorio della diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca. Nella lista di Di Seclì hanno trovato posto molti ex, reduci dall’ultima esperienza amministrativa: Luigi Guidano, sindaco uscente, che ha guidato la città per due mandati, ed alcuni componenti dell’attuale maggioranza come Giuseppe Maglie, Leonardo Riccio, Luca Rosafio e Claudio Scordella. La seconda lista è guidata da Filomena Campos, 42 anni, di origini portoghesi, da alcuni anni responsabile dei rapporti con l’estero per una azienda del posto. Questa lista è costituita dai partiti di sinistra (Sel, Rifondazione comunista, Socialisti, “Taurisano domani – La sinistra”) che non hanno trovato accordo con il Pd ed hanno dunque deciso di correre da soli. Non si pensi che la battaglia “sinistra contro sinistra” stia risparmiando attacchi e toni accesi: è una competizione vera e propria e nessuno dei due schieramenti ha dimostrato di voler risparmiare energie in campagna elettorale. La terza lista, quella di centrodestra, con candidato sindaco Julo Galati, è stata esclusa per vizi burocratici: sui moduli per la raccolta delle firme erano assenti i nomi dei candidati ed in molti casi le firme non erano state autenticate. Ma questo non è l’unico giallo relativo alla “formazione” guidata da Galati: fino a poche ore prima della chiusura ufficiale delle liste, il previsto candidato sindaco era Luigi Rizzello, poi sostituito da Galati per intercessione dei vertici del Pdl. // Due candidati dalla società civile La definizione di “moderato” non gli va a genio più di tanto. Lucio Di Seclì, 69 anni, ed una vita all’interno del Comune da dirigente del settore Ragioneria, non ci sta a passare per un “mansueto”. Certamente la sua è la figura che meglio concilia le due anime del Pd – la ex Margherita e la ex Ds – pur rimanendo espressione della società civile e pertanto conservando un approccio alla politica non da “addetto ai lavori”, ma da comune cittadino; ma non ha intenzione di essere scambiato per una persona accomodante che si ponga in posizione di difesa più che con un atteggiamento propositivo e attivo. E’ la precisazione a cui tiene di più, quando deve tracciare un profilo di se stesso. Ed infatti poi passa all’attacco e, pur riconoscendo la positività dell’azione amministrativa portata avanti da chi l’ha preceduto, sottolinea la scarsa capacità di comunicazione che ha caratterizzato le esperienza precedenti. “I cittadini – dice – devono essere informati di che cosa succede a Palazzo, sia delle cose brutte sia delle cose belle; devono essere coinvolti nella vita amministrativa, devono essere chiamati in causa, devono poter decidere e devono essere messi nelle condizioni di dare il propri contributo alla vita della città”. Sarebbe questa la sua prima occupazione, se dovesse essere il nuovo sindaco dei taurisanesi. Filomena Maria Campos, 42 anni, maturità in lingue straniere (ne parla cinque: inglese, tedesco, spagnolo, portoghese e italiano) e diploma in economia, è alla sua prima esperienza politica “attiva”. Fortemente impegnata nel sociale, ritiene che la passata Amministrazione abbia invece trascurato il settore dei servizi sociali. Poco avrebbe fatto il Comune per sanare le problematiche che colpiscono i giovani e le famiglie, e poco anche per prevenire i disagi. “Totalmente assenti – dice – sono state campagne di prevenzione della droga, del bullismo e iniziative volte ad una giusta educazione sessuale, oltreché gli interventi per la promozione dello sport e delle attività culturali”. E’ proprio da qui che ripartirebbe la sua attività amministrativa, se i cittadini dovessero darle fiducia eleggendola a capo della città.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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