Traffico di esseri umani. Bari indaga su Lampedusa

Si sono confusi con i migranti arrivati da Tunisi a Lampedusa. E con loro sono arrivati fino al Cara di Bari. La Procura indaga sui trafficanti. Che il Tacco ha seguito fino a Manduria

I due scafisti tunisini arrestati all’interno del Cara (Centro per i richiedenti asilo) di Bari sarebbero solo l’ultimo anello di una catena che porta fino in Medio oriente. Una catena di soldi, tanti, violenze e ricatti, in cui sono caduti la gran parte dei migranti arrivati a Lampedusa e poi smistati a Bari. La Procura di Bari infatti ha aperto un’indagine proprio a seguito dell’arresto dei due tunisini che, all’interno del Cara di Bari, si sarebbero ‘mimetizzati’ con il resto dei migranti, ma che nell’organizzazione del viaggio, avrebbero avuto tutt’altro ruolo. E’ quanto emerge dalle prime testimonianze dei richiedenti asilo al Cara di Bari. Testimonianze che hanno fatto aprire le porte del carcere anche per due cittadini libici e un palestinese, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Salgono quindi a cinque gli arresti relativi all’indagine per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Altra cosa dal reato di ‘tratta’ che si prefigura tuttavia all’orizzonte. Un fenomeno, quello del traffico di esseri umani con lo scopo di sfruttamento sessuale o lavorativo, del quale abbiamo trovato testimonianze anche nella tendopoli di Manduria. Molti migranti tunisini, tutti giovanissimi, dai 20 ai 25 anni, infatti, hanno raccontato al Tacco, che ha registrato le loro testimonianze, di quanto abbiano pagato e a chi. Un viaggio costato 2000 euro a testa, senza sapere a chi siano andati i soldi e chi abbia organizzato la tratta. Perché le teste dell’organizzazione sono impossibili da rintracciare. C’è chi ha venduto la casa, chi i gioielli della mamma, chi terreni. Chi si è indebitato. L’obiettivo era non solo arrivare in Italia, ma anche avere un lavoro sicuro, per il quale hanno pagato anche 10mila euro. Arrivati qui, però, il contratto si è rivelato fasullo. E il sogno di libertà si è infranto sulle reti del ghetto nelle campagne di Manduria.

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