Minacce a pubblico ufficiale. Sei mesi

Lecce. Bruno Paglialonga, allevatore, aveva minacciato di morte il commercialista nominato dalla Procura amministratore giudiziario dei capi di bestiame che gli erano stati sequestrati

LECCE – Il giudice monocratico della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, Fabrizio Malagnino, ha condannato a sei mesi di reclusione, per minacce a pubblico ufficiale, Bruno Paglialonga, allevatore di cavalli di 49 anni originario di Galatina. Paglialonga, già arrestato dagli investigatori del Reparto operativo dei carabinieri di Lecce in piazza Mazzini, a Lecce, nel gennaio del 2009, si era recato nello studio di un commercialista minacciandolo di morte se questi non gli avesse restituito i suoi 41 cavalli, di cui il professionista era stato nominato, dalla Procura della Repubblica del capoluogo salentino, amministratore giudiziario. Gli animali, infatti, a partire dal dicembre del 2008, erano stati affidati all’amministratore giudiziario in esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Lecce, Maurizio Saso, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Marco d’Agostino. In particolare a Paglialonga e un altro suo familiare erano stati sequestrati, oltre ai cavalli, un terreno e il fabbricato che fungeva da stalla e 34 bovini. Il provvedimento era stato emesso nell’ambito di un’inchiesta per maltrattamento e abbandono di animali, nonché la gestione di rifiuti non autorizzati mediante l’incontrollato stoccaggio di rifiuti pericolosi. Alcune settimane dopo il sequestro l’imputato aveva avvicinato l’amministratore giudiziario, minacciandolo ripetutamente di morte vantando conoscenze tra le fila di un clan mafioso della Sacra corona unita operante nel Basso Salento. Dopo la denuncia del professionista erano scattate le indagini che, attraverso un servizio di sorveglianza e pedinamento operato da alcuni militari dell’Arma in borghese, aveva portato all’arresto in flagranza di reato di Paglialonga. L’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, aveva chiesto una condanna a quattro mesi.

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