IN 1000 ILLUSTRAZIONI I PIÙ BEI GIARDINI DI PUGLIA

Lecce. Viene presentato oggi presso il Museo provinciale “Castromediano” di Lecce il volume “Giardini di Puglia. Paesaggi storici fra natura e artificio, fra utile e diletto”

LECCE – Oggi sabato 7 maggio alle ore 18.30 con il coordinamento di Antonio Cassiano, direttore del Centro di Studi sul Barocco, e alla presenza del presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, del preside della Facoltà di Beni culturali Regina Poso, del direttore del Dipartimento dei beni delle arti e della storia Lucio Galante, del curatore di parchi e giardini storici Massimo De Vico Fallani dell’Università di Roma “La Sapienza” e di Annalisa Maniglio Calcagno, fondatrice della Scuola di specializzazione in architettura dei giardini e progettazione del paesaggio di Genova, la presentazione del volume di Vincenzo Cazzato e Andrea Mantovano edito da Mario Congedo con il contributo dell’Università del Salento (grazie a fondi Monte dei Paschi di Siena). Dai “deliziosi orti” del Principe di Taranto, ai giardini dei palazzi baronali, ai recinti claustrali, ai giardini urbani e quelli di masserie per osservare come l’Ottocento segna la nascita nella regione del concetto di “verde pubblico”, nonché una tarda affermazione del giardino informale con l’introduzione di specie esotiche, mentre il Novecento vede protagonista un grande paesaggista fiorentino, Pietro Porcinai. Il volume è il risultato di una organica ricerca condotta dagli autori su questi temi nell’arco di un ventennio, volta a individuare i caratteri peculiari del giardino – sia pubblico che privato – in un periodo che va dal Quattro al Novecento. «La storia dell’arte dei giardini è molto spesso quella degli esempi più eccellenti oppure delle regioni – come Lazio e Toscana – con una forte tradizione in questo campo», spiega il professor Vincenzo Cazzato, ordinario di Storia dell’architettura presso la Facoltà di Beni culturali dell’Università del Salento, «mentre restano sottovalutate regioni a torto considerate “periferiche” come la Puglia. Da qui l’importanza di un volume come questo, che dà la giusta visibilità a una regione del Sud dove il paesaggio stesso è descritto dai viaggiatori del Sette-Ottocento in forma di giardino». Un contributo a quanti vorranno riscrivere una Storia del giardino italiano, un tassello importante, che dia visibilità a questa parte del Sud dove i confini fra giardino e paesaggio – e basterebbe leggere le testimonianze dei viaggiatori del Sette e dell’Ottocento – sono da sempre molto labili. L’iniziativa è promossa dal Centro di Studi sul Barocco della Provincia di Lecce e dall’Università del Salento, con l’adesione di numerosi enti e associazioni: il Fondo per l’Ambiente italiano, l’Associazione Dimore storiche italiane, l’Associazione italiana di Architettura del paesaggio, l’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Lecce, il Garden Club di Lecce, l’associazione Vivere Lecce, Italia Nostra, la rete dei Parchi Letterari.

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