Radiologia, soluzione in vista

Casarano. La Asl dovrebbe prorogare i contratti dei medici radiologi. Su Nefrologia, nessuna novità. I medici continuano la protesta

CASARANO – Il commissario straordinario dell’Asl di Lecce, Paola Ciannamea, si sarebbe impegnata a prorogare i contratti a tempo determinato relativi al personale medico dell’unità operativa di Radiologia del presidio ospedaliero “Ferrari”. Lo hanno rivelato fonti sindacali dopo l’incontro, avvenuto lunedì sera, tra i vertici dell’azienda sanitaria salentina e le organizzazioni sindacali convocati per affrontare i gravi problemi del nosocomio casaranese, ossia i lavori “infiniti” all’unità di Nefrologia e la drastica riduzione (60%) dell’attività operatoria. Quest’ultimo è il problema più urgente e più grave, denunciato nei giorni scorsi dalle associazioni di categoria, per il quale i medici hanno iniziato lo stato di agitazione. Se per Radiologia l’annuncio del commissario straordinario “è un ottimo segnale” (il commento è di Aldo Paolillo, consigliere nazionale dell’Anaao-Assomed, il sindacato dei medici), per tutte le altre questioni del “Ferrari” ancora aperte “stiamo ancora in alto mare” (ancora Paolillo). Il taglio delle sedute chirurgiche (da 75 a 30 a settimana) è stato naturalmente il tema centrale dell’incontro di lunedì sera. Per migliorare la situazione, che mette in gravi difficoltà sia l’utenza che il personale medico-chirurgico, i rappresentanti sindacali degli anestesisti dovrebbero avanzare nei giorni scorsi una proposta per rivedere la loro organizzazione e, di conseguenza, migliorare la situazione. E’ probabile che ufficializzeranno la loro posizione l’11 maggio prossimo, durante l’assemblea programmata presso l’Aula magna del “Ferrari” alla quale sono stati invitati anche i vertici dell’Asl di Lecce. La causa della riduzione delle sedute chirurgiche è nata dall’indisponibilità degli anestesisti (come si sa, figura professionale indispensabile in sala operatoria) dopo il dimezzamento delle risorse di un fondo speciale (il cosiddetto “art. 55”) deciso da una legge regionale. L’incentivo permetteva agli anestesisti di garantire le sedute chirurgiche del “Ferrari”. Quanto a Nefrologia, reparto praticamente chiuso da luglio scorso per lavori, la dott.ssa Ciannamea avrebbe avocato a sé la questione e che, dopo le opportune verifiche, avrebbe fatto sapere alle organizzazioni sindacali lo stato delle cose. “Su Nefrologia – ha commentato Paolillo – abbiamo capito che è tutto fermo. Ho sollevato il problema dell’impianto, i cui lavori non sono nemmeno cominciati, vedremo nelle prossime settimane se riusciremo a capire qualcosa. E’ stato un incontro interlocutorio – ha concluso il dirigente sindacale – che definirei discreto”. Lo stato di agitazione dei medici del “Ferrari” continua. 28/04/2011 Meno interventi? Medici verso lo sciopero CASARANO – Camici bianchi dell’ospedale “Ferrari” verso lo sciopero. E’ una delle opzioni decise ieri dall’assemblea dei medici per protestare contro la drastica riduzione degli interventi chirurgici decisa dall’Azienda sanitaria di Lecce. L’assemblea, che si è svolta nell’aula magna della struttura sanitaria casaranese, ha confermato anche lo stato di agitazione dell’intera categoria. La protesta dei camici bianchi nasce dalla riduzione a sole 30 sedute chirurgiche settimanali, a partire dal prossimo mese di maggio. “Se sciopereremo – ha commentato Aldo Paolillo, consigliere nazionale del sindacato Anaao-Assomed – non lo faremo per motivi economici, ma per poter lavorare in condizioni normali”. Un taglio netto del 60% degli interventi chirurgici. Da 75 a 30 a settimana. La causa? L’indisponibilità degli anestesisti dopo il dimezzamento delle risorse di un fondo speciale (il cosiddetto “art. 55”), deciso dall’Assessorato alle Politiche sanitarie della Regione Puglia, incentivo che permetteva agli anestesisti di garantire le sedute chirurgiche del “Ferrari”. “Questo comporta due problemi – spiega Paolillo – c’è un risvolto all’utenza gravissimo, perché provoca una riduzione dell’attività operatoria d’urgenza, soprattutto degli oncologici, e di conseguenza gravi responsabilità civili e penali del medico”. In sostanza, se non saranno rispettate le prenotazioni, è possibile che il paziente si rivolga alla Magistratura. I medici, tuttavia, potrebbero dare corso all’auto-denuncia preventiva per garantirsi da eventuali problemi civili e penali. “L’altro problema – prosegue il dirigente sindacale – è la naturale conseguenza di un mancato servizio ai pazienti che, gioco forza, andranno da un’altra parte: alle strutture private o in quelle fuori dalla nostra regione. Pensano di risparmiare, invece in questo modo ci sarà un ulteriore aggravio della spesa sanitaria pubblica”. I lavori “infiniti” al reparto di Nefrologia, bloccati da diversi mesi (“senza motivo” aggiunge Paolillo), e la carenza di personale per l’unità di Radiologia sono gli altri temi analizzati nel corso dell’assemblea. “Particolarmente grave” viene definito da Paolillo quest’ultimo problema. “Qui sono già sotto organico – spiega il sindacalista –; se poi si decide di privarsi di tre incaricati, che non saranno reintegrati, allora la situazione diventa drammatica. Con sole cinque unità, in una struttura dove c’è la Tac e la risonanza magnetica, non si possono garantire i livelli assistenziali minimi e non si potranno assicurare nemmeno le reperibilità”. I medici hanno deciso di rivedersi il 9 maggio prossimo e inviteranno i massimi dirigenti sanitari: il commissario dell’Asl, Paola Ciannamea; il direttore sanitario aziendale, Franco Sanapo; e Gabriella Cretì, direttore sanitario del “Ferrari”. 23 aprile 2011 Medici in rivolta al ‘Ferrari’ CASARANO – Stato di agitazione dei medici del presidio ospedaliero “Francesco Ferrari”. E’ stata la riduzione secca del 37% delle operazioni chirurgiche a determinare le proteste dei camici bianchi, in particolare quelli dei servizi che normalmente usano le sale operatorie. Da una decina di giorni, infatti, un provvedimento della Direzione Sanitaria della struttura ospedaliera ha ridotto da 72 a 45 le sedute chirurgiche settimanali per indisponibilità degli anestesisti, figura professionale decisiva per questo tipo di interventi. Per l’Anaao-Assomed, la più importante organizzazione sindacale dei medici che ha promosso lo stato di agitazione, si tratta di un “grave problema con conseguenze dannose per l’utenza”. La decisione della Direzione Sanitaria del “Ferrari” è stata presa sulla base delle indicazioni dell’Asl di Lecce legate a mancanza di risorse di un fondo speciale (il cosiddetto “Fondo art. 55”), di recente dimezzato dall’Assessorato alle Politiche sanitarie della Regione Puglia. In sostanza, gli anestesisti partecipavano alle sedute del “Ferrari” grazie a questo incentivo, diventato improvvisamente non congruo. Da qui la decisione di ridurre le sedute chirurgiche da 72 a 45 alla settimana, sollevando le proteste dei medici. L’Assomed-Anaao ha definito questa scelta “molto grave” perché le conseguenze per l’utenza sarebbero dannose con l’allungamento delle liste di attesa. “Se una persona sta in lista per un mese – spiega un medico – a causa della riduzione delle sedute, il tempo di attesa si allunga almeno di altri 4 mesi”. Il sindacato dei medici ha quindi convocato un’assemblea che si terrà mercoledì prossimo (ore 12) presso l’Aula magna dello stesso ospedale. E’ probabile che altri sindacati di categoria potrebbero dichiarare lo stato di agitazione. Altri problemi relativi a carenze di organico li hanno altri servizi e reparti, come Radiologia, un servizio che lavora 24 ore al giorno e che rischia di vedersi ridurre nei prossimi giorni l’organico medico. L’Asl, infatti, avrebbe intenzione di non rinnovare il contratto agli operatori sanitari incaricati. Ma i problemi del “Ferrari” non finiscono qui. L’Anaao-Assomed denuncia anche la chiusura (nel senso di blocco dei ricoveri) del reparto di Nefrologia. Tale situazione perdura da luglio 2010, ma solo il mese scorso sono cominciati i lavori preliminari con la costruzione dell’impianto provvisorio. Insomma, i veri lavori all’impianto non sono ancora cominciati, ma il reparto di Nefrologia è chiuso già da nove mesi.

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