Cimitero senza ‘livella’?

Casarano. Le operazioni di riesumazione delle salme avverrebbero non secondo le indicazioni degli amministrazioni ma a discrezione del personale addetto. La denuncia dei cittadini

CASARANO – Discriminazioni anche nella riesumazione delle salme al cimitero comunale? Lo sostiene un gruppo di famiglie che ha scritto una lettera al commissario prefettizio, Giovanni D’Onofrio, per denunciare una singolare situazione. I cittadini riferiscono che le operazioni di riesumazione delle salme avverrebbero non secondo le indicazioni degli amministratori o degli uffici comunali, ma a discrezione del personale addetto a questo particolare lavoro, che preferirebbe fare tali operazioni in particolari zone del cimitero, tralasciandone altre. I firmatari, nella lettera protocollata ieri in Municipio, definiscono “sconcertante” la presunta negazione della parità dei diritti nei confronti di defunti. I firmatari della petizione, familiari o parenti dei defunti seppelliti a terra nel cimitero, da tempo hanno segnalato alla Amministrazione comunale la situazione senza però ottenere alcun riscontro in merito. Tra l’altro, gli stessi hanno tentato di esporre verbalmente allo stesso commissario i fatti, ma di questi tempi è quasi impossibile parlare con D’Onofrio. Alla fine, i cittadini hanno deciso di mettere nero su bianco le loro proteste. “Da alcuni anni – si legge – avviene che, in funzione della necessità di liberare il posto ove sotterrare i nuovi defunti, si vada a riesumare sempre nelle stesse zone dove le sepolture non si fanno durare oltre i dieci o gli undici anni, mentre altre zone adiacenti, pur contenendo salme da un maggior numero di anni, alcune hanno superato i 20, restano inalterate”. “Sembra che – fanno osservare i cittadini – le operazioni di riesumazione, anziché essere indicate dagli amministratori, siano affidate alla facoltà decisionale del personale addetto a questo lavoro che evidentemente trova più comodo riesumare le zone occupate più di recente al posto di quelle più remote, forse perchè in tal caso si richiederebbe un maggiore impegno lavorativo. E' sconcertante – conclude la lettera – dover constatare che la parità dei diritti, tanto decantata tra gli esseri umani, sia così inficiata dagli stessi nei confronti anche dei defunti”. Insomma, la fortuna non basta averla quando si è in vita, ma è altrettanto importante averla anche dopo morto.

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