Zone industriali. 100 milioni per rilanciarle

Bari. Firmato l’accordo Regione-Comuni per l’infrastrutturazione delle zone industriali. Coinvolti, per la Provincia di Lecce, i Comuni di Tuglie, Copertino, Bagnolo del Salento, Monteroni, Andrano e Matino

BARI – Nuova vita per le zone industriali. Parte la realizzazione delle infrastrutture previste dal bando regionale per gli insediamenti produttivi e, dopo la modifica del Piano Pluriennale di Asse (PPA), la stessa dotazione di questo intervento, inizialmente da 60 milioni, si arricchisce di oltre 40milioni, facendo salire a 100milioni le risorse complessive e a 67 gli enti beneficiari, cioè Comuni e Consorzi Asi. Ad arricchire il quadro interverrà nei prossimi mesi un nuovo intervento che mette a disposizione delle zone industriali altri 35 milioni. E’ una vera rivoluzione per le zone industriali dove, grazie ai nuovi interventi destinati in parte ad aree esistenti in parte a nuove aree, potranno essere realizzate strade, illuminazione, reti energetiche e per la fornitura di acqua industriale, video sorveglianza, infrastrutture Ict, ma anche mense, centri diurni per l’infanzia e nidi. Miglioreranno così le condizioni degli insediamenti industriali sotto il profilo ambientale grazie al rispetto delle caratteristiche paesaggistiche e sarà facilitata la vita dei lavoratori e delle lavoratrici con la realizzazione di servizi reali. 14 Comuni ed un Consorzio Asi firmeranno (molti l’hanno già firmato) con la Regione Puglia il disciplinare che regola il rapporto tra Regione ed enti aggiudicatari delle risorse e che precede l’avvio delle gare d’appalto per l’assegnazione dei lavori, scandendo con un cronoprogramma le fasi dell’intervento. Sottoscriveranno il disciplinare i sindaci dei Comuni di Tuglie, Copertino, Bagnolo del Salento, Monteroni, Andrano e Matino per la provincia di Lecce; i sindaci dei Comuni di Acquaviva delle Fonti, Monopoli, Noci, Toritto, Putignano e Castellana Grotte per la provincia di Bari; di Pietramontecorvino per la provincia di Foggia e di Canosa di Puglia per la Bat; chiude l’elenco il Consorzio Asi di Bari. Per la Regione Puglia, il direttore d’Area responsabile della linea di intervento. Tutti e 15 gli enti hanno programmato investimenti per 26 milioni 440mila euro, dei quali la maggior parte sarà finanziata con fondi comunitari (21milioni 921mila euro) e quello che resta (quasi 4milioni 519mila euro) sarà a carico del beneficiario. Nove Comuni hanno già firmato il disciplinare nei giorni scorsi e altri 11 si apprestano a sottoscriverlo nelle prossime settimane. Dopo la firma del documento parte l’impegno da parte dei beneficiari a realizzare le opere nel più breve tempo possibile bandendo le gare d’appalto a favore delle imprese locali per assegnare i lavori. Così saranno completate tante zone industriali (sono circa 200 in tutta la Puglia tra aree Pip, Piano per gli insediamenti produttivi, e Asi, Aree di Sviluppo industriale) e allo stesso tempo sarà sostenuto il settore edile provato dalla crisi. Il bando, “Iniziative per le infrastrutture di supporto degli insediamenti produttivi”, è uno degli interventi più innovativi della Regione Puglia. Il primo obiettivo che ha perseguito è stato quello di spingere gli enti locali pugliesi a dotarsi dei nuovi strumenti previsti dal codice dell’amministrazione digitale. Per accedere al bando occorreva infatti avere la posta elettronica certificata, la firma digitale e utilizzare il Sit, il Sistema informativo territoriale, sul quale sono evidenziate le zone interessate dagli interventi per poter avere in tempo reale un quadro dei progetti programmati. Inoltre, nella valutazione dei progetti, si è tenuto conto della sostenibilità finanziaria della gestione delle opere realizzate. In pratica una volta ultimata l’opera, il Comune deve dimostrare di poterla mantenere in esercizio. Altro aspetto degno di nota è stato il rilievo attribuito alla sostenibilità ambientale dell’intervento. Il punteggio attribuito ai progetti ha tenuto conto infatti di alcuni aspetti quali il riuso delle acque piovane, industriali e di fognatura nera depurate, le misure di miglioramento della qualità dell’aria, la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’introduzione della tecnologia a led nell’illuminazione pubblica esterna. Nonostante le numerose novità, il bando ha registrato un boom di domande: sono state infatti 149 le richieste arrivate alla Regione e 88 quelle giudicate ammissibili. Sono state presentate da 143 Comuni, cinque Consorzi Asi e una Provincia (Brindisi).

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