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‘Ricerca ed istruzione per restare in Europa’

Pierfelice Zazzera commenta il Documento di Economia e Finanza 2001 approvato in Commissione. Ed aggiunge che l’Italia è in controtendenza rispetto alle indicazioni europee

In occasione dell’approvazione in Commissione del Documento di Economia e Finanza per l’anno 2011, Pierfelice Zazzera, deputato pugliese dell’Itala dei valori, chiede un deciso intervento nella spesa finalizzato al taglio degli sprechi e all’ottimizzazione delle risorse. “Con tale documento – dice Zazzera – l’Europa ci impone vincoli per affrontare la crisi, in modo che l’Italia possa rimanere nell’Unione. In particolare chiede un intervento deciso nella spesa, tagliando gli sprechi e ottimizzando le risorse”. Il deputato passa ad analizzare lo spazio concesso dal Governo nazionale ai settori della ricerca e dell’istruzione ed a paragonarlo con le indicazioni dell’Europa. “L’Europa – dichiara – individua quali pilastri per assicurare lo sviluppo del Paese, la ricerca e l’istruzione, considerandole tra le cinque priorità per il raggiungimento degli obiettivi per il 2020. In altre parole, l’Europa ritiene che investire sui giovani e sull’istruzione sia fondamentale per la stabilità e la crescita del Paese. Ciò è l’esatto contrario di quanto ha fatto il nostro Governo, che dal giorno del suo insediamento non ha fatto altro che tagliare risorse umane ed economiche all’intero comparto culturale del Paese. Durante il mio intervento in Commissione – conclude Zazzera – ho fatto emergere la simulazione messa in atto dal Governo, che dopo aver ucciso l’istruzione, l’università e la ricerca, con questo documento tenta di camuffarne il cadavere imbalsamandolo, per dire a tutti che invece è ancora in vita.”

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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