Sticchi: ‘Salviamo le rinnovabili’

Lecce. Ecobonus, nucleare, e Quarto Conto energia. I “fallimenti” del Governo naizonale secondo l’ex presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Lecce

LECCE – “Incapace ad elaborare una strategia energetica nazionale ed a gestire il settore delle energie rinnovabili”. Così Nicolino Sticchi, ex presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Lecce definisce il Governo nazionale alle perse con le energie da fonti rinnovabili. Le “incapacità”, secondo Sticchi, sarebbero riscontrabili su più fronti, uno su tutti la gestione della “questione nucleare”. Il Governo, dice Sticchi, non avrebbe scongiurato la realizzazione di centrali per la produzione di energia da fonti nucleari, ma avrebbe semplicemente trovato un escamotage temporaneo per rimandare il problema e soprattutto per fermare il referendum su questo tema. Ma le mancanze o le inadeguatezze del Governo centrale sarebbe numerose, tutte riconducibili alla bozza di decreto del “Quarto Conto Energia”. Riportiamo di seguito la nota integrale di Sticchi, con l’analisi dettagliata del provvedimento proposto. Il governo, ancora una volta, evidenzia l’assenza di una strategia energetica e l’incapacità a governarne il settore delle fonti rinnovabili. Sono di questi giorni il provvedimento che abroga le disposizioni riguardanti la realizzazione di nuovi impianti nucleari e la bozza di decreto del “Quarto Conto Energia”. Sul nucleare non è stata posta la parola fine, come auspicato, bensì la soluzione adottata è semplicemente un escamotage temporaneo per porre uno stop al referendum e, possibilmente, far fallire anche il referendum sul legittimo impedimento per mancanza di quorum. La bozza di decreto, che dovrebbe regolamentare i meccanismi di incentivazione e l’ecobonus applicabile alla tipologia e dimensione di impianto solare fotovoltaico da realizzare, è del tutto inaccettabile. A dirlo non sono solo coloro che operano nel settore, ma è la stessa Unione Europea, a mezzo del suo commissario per l’Energia, ad esprime timori e critiche al nostro decreto sulle rinnovabili e ad invitare il Governo a porre in essere un provvedimento “chiaro, stabile e prevedibile per garantire lo sviluppo delle rinnovabili”. Come è pensabile che si esprimano continuamente volontà verbali a favore del fotovoltaico per autoconsumo e poi si penalizzi il settore dei piccoli impianti da realizzare sugli edifici con abbattimenti degli incentivi, che andranno oltre il 40% a fine 2012 (nel solo 2011 del 26%) ? Come è possibile investire se non si ha stabilità e certezza, considerato che i previsti incentivi sono a scalare, mese dopo mese ? Come è possibile che il cittadino a basso reddito, privo di risorse economiche personali, possa diventare protagonista diretto nella produzione di energia, se il meccanismo previsto è così complicato ed incerto, tale da pregiudicare la finanziabilità dell’impianto da parte delle banche ? Altra incertezza, che pesa sull’ecobonus spettante al produttore, deriva dai ritardi legati ai tempi di connessione dell’impianto, considerato che la tariffa riconosciuta non è quella a fine lavori certificati, bensì a impianto entrato in funzione. Senza dire poi che, a partire dal 2013, cambierà il meccanismo di incentivazione con l’introduzione di un criterio tutto da verificare per la sua complessità e vaghezza. Altro caos verrà generato dal meccanismo dei tetti annuali, che impedirà ad un operatore di sapere a breve se rientrerà o meno tra gli impianti da incentivare. Il governo lo dicesse chiaramente che intende affossare le rinnovabili e che gli obiettivi sono altri e non certamente quelli di promuovere anche il fotovoltaico familiare e per autoconsumo. Né possono ritenersi valide le motivazioni apportate dal Ministro Romani che è necessario frenare il fotovoltaico per contenere gli alti costi di ecobonus che vanno a gravare sulla bolletta elettrica del cittadini, perché così non è, se le risorse vengono utilizzate in modo intelligente ed appropriato. Il governo ha concesso fino ad ora grande libertà agli affaristi delle rinnovabili, con tutte le conseguenze negative che ne sono derivate e continuano a derivarne al territorio e adesso, che molti Stati aprono senza limiti a questa fonte di energia pulita, egli pone un freno allo sviluppo. Un freno allo sviluppo incomincia a porlo anche qualche Amministrazione comunale, aggravando il caos normativo e l’ incertezza di chi volesse investire, nel voler considerare l’ICI sui piccoli impianti fotovoltaici collocati sugli edifici, tassa non dovuta secondo la stessa Agenzia delle Entrate. La Regione dica no alla bozza di decreto del “Quarto Conto Energia”, perché gli indirizzi previsti non sono confacenti agli interessi generali del Paese e non garantiscono stabilità e certezza sul mercato. L’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) si attivi perché l’Agenzia delle Entrate chiarisca, con apposita circolare, che i piccoli impianti non sono assoggettabili all’imposta ICI. Inoltre, se i Governi regionale e provinciale sono convinti, come sostengono continuamente, che il solare fotovoltaico domestico e per autoconsumo è una grande opportunità per le famiglie (perchè può creare economia diffusa, determinare nuove opportunità di lavoro occupazionale in loco, garantire uno sviluppo sostenibile e non inquinato da infiltrazioni mafiose) questo è il momento di dimostrarlo, intervenendo con atti propri e con iniziative concrete a sostenere detti impianti e adottare misure valide a controbilanciare alcuni deficit presenti nella bozza di decreto predisposta dal Governo. Nicolino Sticchi ex Presidente Commissione Ambiente Provincia di Lecce

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