Progetto 'Duncan'. Locomotiva per l'occupazione

Bari. Obiettivo della Regione Puglia è di investire in iniziative a supporto dell'industria culturale, intesa come motore dello sviluppo locale

E' sul rilancio dell’industria culturale – intesa come motore dello sviluppo locale – che sta lavorando, da qualche anno, la Regione Puglia, investendo in iniziative a supporto delle piccole imprese culturali. L'obiettivo è che diventino “bacino di occupazione, e dunque di crescita e sviluppo territoriale” favorendo la mobilità dei lavoratori. Ne è un esempio l’iniziativa “Teatri abitati”, la “buona prassi regionale” che la Puglia intende condividere con gli 11 partner europei, nel progetto “Duncan”. La guida è affidata al Consiglio regionale dello Småland meridionale (Svezia). “'Teatri abitati' è un’azione strutturata che mette a sistema enti pubblici, proprietari di spazi teatrali e compagnie regionali di teatro o di danza, che in questi luoghi si stabilizzano per gestirli e proporre cultura. Ha finora prodotto risultati concreti per la capacità di divulgare la cultura teatrale nello spazio e nella mentalità della comunità di riferimento, utilizzando lo spettacolo dal vivo come strumento di welfare intellettuale. Il risultato è una fitta mappatura di poli teatrali, distribuiti in tutte le province pugliesi, con la costituzione di 12 sedi di “residenze teatrali” che hanno dato stabilità a 18 compagnie teatrali pugliesi e sostegno creativo a 34 compagnie regionali”. Se ammesso a finanziamento, il Progetto “Duncan” partirà a gennaio 2012 e vedrà esperti regionali provenienti da Svezia, Spagna, Lettonia, Italia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Francia, Regno Unito e Svizzera, collaborare con docenti dell'Università Iulm di Milano per definire un quadro comune d'azione al fine di migliorare la coesione sociale e orientare l'economia verso la conoscenza e la sostenibilità ambientale. Lo faranno concentrandosi sul settore culturale, che sta diventando uno dei più forti in Europa, grazie all’ampio uso della tecnologia, e che incide sul Pil dell'Unione Europea molto di più – per fare un esempio – del settore automobilistico.

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