Addio, minatore

Casarano. Si è spento ieri Lucio Parrotto, ex minatore in Belgio. Una vita segnata dal lavoro in miniera, anche dopo il ritorno nella sua città natale

CASARANO – Lucio Parrotto, 76 anni, una vera istituzione per gli ex minatori del Belgio salentini, è deceduto ieri pomeriggio all’ospedale civile “Panico” di Tricase, dove era stato ricoverato in Rianimazione, a causa di complicanze della malattia che lo faceva soffrire da tempo. I funerali si celebreranno domani pomeriggio partendo dall’abitazione della famiglia Parrotto in via Pietro Micca. Parrotto era un personaggio straordinario che ha scritto una pagina importante di storia cittadina. Da quando era ritornato in Italia, dopo 35 anni vissuti in Belgio nelle miniere di carbone, ha iniziato una campagna di sensibilizzazione, che è poi si è rivelata la sua ragione di vita, per dare dignità a una categoria di lavoratori e emigranti che ha fatto tanti sacrifici e per salvarne la memoria. Presidente del circolo “L’Emigrante”, una delle due associazioni di ex minatori (l’altra è il “Circolo ex minatori del Belgio”), Parrotto da subito cominciò a lavorare per realizzare i suoi tre sogni: il monumento al minatore; un gemellaggio con città legate ai minatori e l’istituzione di un museo. Il primo sogno si realizzò nel 1996: una statua bronzea di un minatore inginocchiato, con in mano un martello pneumatico nell'atto di scavare nella roccia, viene installata in piazza Giovanni XXIII, a pochi metri dall’ingresso dell’ospedale “Ferrari”. Alla sua inaugurazione presenziò l’ambasciatore del Belgio in Italia. L’altro sogno si concretizza nel 2002. Le città di Casarano, Charleroi (Belgio) e Manoppello (Pescara) decidono di gemellarsi in onore dei caduti della tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956. Quel giorno, in seguito a un’esplosione nella miniera del Bois du Cazier (distretto di Charleroi), morirono 262 minatori di cui 136 italiani (15 salentini). Manoppello fu il paese italiano che pagò il più alto numero di vittime quella sciagura. Il terzo sogno Parrotto lo realizzò il 26 maggio 2006, giorno dell’inaugurazione del “Museo del Minatore” che si trova nel piano seminterrato dell’ex caserma dei carabinieri. Una vita da minatore, quella di Parrotto, anche quando non lo era più. La miniera, quella stessa all'interno della quale è stato costretto a lavorare per 35 anni a 1500 metri di profondità, se l’è portata sempre dentro. Una vita fatta di sacrifici che gli sono valsi ben tre decorazioni al lavoro e un diploma che lo riconosce uno dei migliori soccorritori in miniera in caso di emergenza. Articoli correlati: Ricordando Marcinelle (20 luglio 2006) I ladri nel museo del minatore di Casarano (3 gennaio 2007) Il Museo del Minatore esposto a Roma (29 ottobre 2009)

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