Farmacopea amorosa

Sergio Caputo canta attentamente le avvertenze e le modalità d'uso

La rivoluzione della “commedia sofisticata” americana operata da Woody Allen, col suo miscuglio di amore e nevrosi, fiori e ansiolitici, letto matrimoniale e lettino dello psicanalista, ebbe ripercussioni anche nel modo di cantare il corteggiamento in Italia. Abito qui, perché non sali? Ho una collezione di medicinali… È un verso che potrebbe piacergli, di certo gli deve qualcosa. Sergio Caputo lo cantava imitando, col sound impoverito del sintetico anni '80, lo stile delle big band tanto care al maestro di Manhattan (dal vivo, però, il cantante romano si portava dietro la band vera). Si parla della vita grama di un musicista che fa fatica a sfangarla. Lo show sempre più difficile da tirare avanti potrebbe essere la vita, e il mondo, scespirianamente, un palcoscenico. Unico toccasana: un pediluvio nel cuore di una “bimba”. Nel frattempo non resta che trangugiare citrosodina granulare (idrofobina vegetale nella versione ufficiale su disco, per motivi di copyright farmaceutico) e dimenticare il mal di mare. Forse lo showman si esibisce sulle navi? Pensare che in quegli stessi anni un ex (in)canta(t)tore da crociera cominciava a sfangarla proprio bene a Milano e (ampi) dintorni. Caputo invece appare e scompare, e quando ricompare somiglia malinconicamente al suo personaggio.

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