In Italia una politica devastante, grazie al Popolo indifferente?

Considerazioni di un lettore sull'attuale congiuntura socio-politica in Italia e all'estero

Quanto stiamo vivendo in questi giorni, in merito alla vicenda libica, rasenta l’inverosimile. Fin dagli albori delle rivolte popolari nei confronti dei regimi in Tunisia, Egitto e Libia, sono ricominciati i flussi migratori dai Paesi del Nord Africa ed ogni giorno si registrano record. Ieri, domenica 27 marzo, sono arrivati oltre 2500 profughi. Nel frattempo, la situazione libica è precipitata nella guerra civile in quanto ai rivoltosi, che man mano stavano prendendo controllo di varie città, si sono contrapposte le milizie del Rais che, reagendo con azioni di guerra sulle popolazioni civili, hanno ripreso il controllo di alcune zone. Tale situazione ha portato l’ONU alla diramazione della risoluzione 1973, con la quale è stata istituita la No Fly Zone per precludere voli di guerra all’aviazione libica. Per il rispetto di tale risoluzione si è fatto affidamento ad un gruppo di Nazioni “volenterose” che, come se non stessero aspettando altro, si sono organizzate militarmente e logisticamente e, appena terminato il summit di Parigi, con un dubbio e incompreso benestare, la Francia ha intrapreso i primi bombardamenti. In tale contesto e per quanto ci è stato fatto sapere, l’Italia ha messo a disposizione le proprie basi aeree, da cui far decollare i caccia degli “alleati” e qualche Tornado italiano per l’individuazione e l’abbattimento delle postazioni radar “libico-nemiche”. Sostanzialmente siamo in guerra e solo ieri è stato risolto l’enigma del comando passato definitivamente alla NATO. Non che la cosa ci rincuori, anzi! A questo punto la domanda nasce spontanea: Poiché all’atto della convocazione del summit di Parigi, l’Italia si trovava già ad affrontare, in maniera solitaria per le tante manifestate ed incomprensibili sordità della Comunità Europea, prima della messa a disposizione delle proprie basi aeree, anche per le maggiori e prevedibili conseguenze dell’avvio dei bombardamenti in Libia, perché mai il Governo, il Parlamento ed il Presidente della Repubblica non hanno ritenuto opportuno e necessario porre sul tavolo degli “alleandi” una sorta di ricatto propedeutico per affrontare la questione e la gestione dei flussi migratori magrebini verso le nostre coste, in particolar modo Lampedusa? Tu dai una cosa a me ed io do una cosa a te! La realtà, che è oggi sotto gli occhi degli italiani non politici e non istituzionali, è una sola: L’Italia, ma soprattutto il Popolo italiano, senza aver espresso la propria sovranità popolare ma per la sola, arbitraria ed irresponsabile decisione politico-istituzionale, già affranto e spremuto dalla già lunga crisi economica, si trova coinvolto ad affrontare, una guerra, di cui non se ne conoscono entità, durata e costi, nonché la “continentale” emergenza umanitaria di provenienza nord-africana, con relativi disagi ambientali, economici e conseguenze igienico-sanitarie e di ordine pubblico. Scusate, forse il mio (nostro) problema è falso se poi, dopo aver fatto la frittata, il Ministro agli Esteri ed all’Interno sono convinti di poter arginare il flusso col loro volo a Tunisi per un accordo con le fragili Autorità tunisine o, meglio ancora, se il Presidente della Repubblica, con la saggezza del buon padre di famiglia, ci ricorda che anche gli Italiani siamo stati un popolo di emigranti? Ma i signori politici sanno qual è il loro compito allorquando ricoprono incarichi istituzionali? Cosa fanno? Convegni, incontri, parate, proclami? E questi sono i fatti ? Gli Italiani sono stati sì un popolo di emigranti ma anche un popolo che ha offerto solidarietà ed assistenza umanitaria spontaneamente. Non per questo però dobbiamo essere obbligati a farlo! I popoli arabi, pur senza una Carta Costituzionale che lo preveda, stanno tentando di sovvertire i regimi oligarchici ed appropriarsi della libertà! Noi quando? Forse è il caso di dire che, al di à di quelli che sono stati i festeggiamenti istituzionali del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la migliore e più proficua celebrazione è il risveglio del Popolo Italiano affinché, si riappropri della Sovranità Popolare, nelle forme consentite e sancite dall’Art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 27 dicembre 1947. Dal farlo o non farlo oggi, dipende il nostro futuro e quello dei nostri figli! Ne vale la pena? Viva l’Italia Casarano, 28 marzo 2011 Francesco De Vita

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