Rifiuti e mafia. 'Rafforzare il sistema sanzionatorio'

Roma. Audizione di Vendola e Nicastro di fronte alla competente Commissione parlamentare di inchiesta. Necessario “trasformare i reati ambientali in reati di serie A”

Infiltrazione criminali nel settore del ciclo dei rifiuti. Se n'è discusso il 9 marzo, a Roma, durante l'audizione del Presidente della giunta della Regione Puglia, Nichi Vendola, di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta competente. “L'attenzione che ho posto sulla questione del traffico di rifiuti transfrontalieri – dice il governatore – è legata esattamente al nodo della internazionalizzazione delle mafie”. Quello del rapporto con i Balcani è, secondo Vendola “quasi” un nodo geocommerciale e l'elemento della penetrazione criminale vale da Palermo a Milano. Per Lorenzo Nicastro, assessore regionale all'Ambiente, c'è un solo sistema per cercare di sgominare in via definitiva le interessenze e cointeressenze della criminalità organizzata, e non, nella materia del ciclo dei rifiuti. La necessità è quella di “trasformare i reati”, che sono tutti, (a eccezione delle attività organizzate per il traffico illecito) “reati di serie b”, ovvero contravvenzioni, punibili solo con pena pecuniaria. Il sistema sanzionatorio è, dunque, inefficace e inadeguato. “Se riusciamo a trasformare i reati ambientali in reati gravi, come il narcotraffico – dice Nicastro – allora probabilmente saremo in grado di sconfiggere questo tipo di interessi della criminalità organizzata. Mi si deve spiegare, infatti, perché io criminale, organizzato o no, dovrei rischiare decenni di carcere col narcotraffico, quando senza rischiare praticamente a posso ottenere profitti sovrapponibili a quelli che realizzerei col traffico di sostanze stupefacenti”. Le soluzioni sono nelle mani del legislatore. “Per le mafie pugliesi e mediterranee – dice il governatore – il front off balcanico è sempre stato strategico. Ricordo che quello era il nodo vero, con il contrabbando di tabacchi lavorati esteri, il traffico di armi, il traffico di sostanze stupefacenti e di esseri umani”. In fondo, per il territorio, c'è sempre stato un rischio “vicinato”. La Puglia, ricorda Vendola, è vicina alla Campania e la camorra ha sempre cercato, dal 1980 in poi, di “colonizzarci”, mentre Cosa nostra ha cominciato negli anni Sessanta, con cellule della sua organizzazione sul nostro territorio. La Calabria 'ndranghetista ha messo piede a Taranto e ha cercato più volte di attecchire. Insomma, la Puglia è stata terra di una contesa egemonica tra le mafie tradizionali. Vendola delinea il quadro della colonizzazione criminale “come la storia di Cutolo che viene a Lucera e prova a immaginare una strategia di penetrazione, come i fratelli Modeo che atterrano a Taranto, come la storia di tutti coloro che sono sottoposti a misure di prevenzione in Puglia, ma che vengono da Palermo, oppure vengono a fare il processo in Corte d'appello a Bari”. La metafora è efficace: “ci sono tutti i capi di Cosa nostra che passano da Bari e nel passaggio seminano uova di serpente”. Questa storia determina la reazione dei gruppi criminali locali, che hanno una caratteristica evidente, ovvero non riescono mai a diventare una mafia regionale. Le mafie pugliesi sono pericolosissime dal punto di vista della violenza – nel foggiano ci sono episodi come quelli che accadono nell'Aspromonte o nella Locride, di una violenza criminale indescrivibile e di una ferocia grandguignolesca – ma il fatto che si caratterizzino per una fortissima territorializzazione impedisce la nascita di una cupola, per cui sono politicamente deboli. “La Puglia è una regione che in tutto ha avuto, soltanto a cavallo tra il 1992 e il 1994, nove consigli comunali sciolti per mafia, un solo parlamentare condannato per l'articolo 416 ter del codice penale e diverse persone inquisite, ma sostanzialmente l'immagine è quella di un sistema politico e di un sistema d'impresa sfiorati, ma non organicamente implicati nella trama della criminalità organizzata”. Quali, allora, gli strumenti più efficaci, in possesso delle Istituzioni, per gestire il ciclo dei rifuti?. Vendola ne aveva già parlato nell'audizione precedente (correlato del 28 febbraio). Risponde l'assessore Nicastro (con delega al ciclo dei rifiuti, le bonifiche e le foreste) parlando delle difficoltà incontrate nello sviluppo della raccolte differenziata: “il problema maggiore è che, sino a ora, i Comuni non avevano interventi programmati e duraturi di raccolta differenziata”. La mancata attuazione di sistemi unitari di raccolta a livello di ambiti territoriali ottimali ha prodotto il perdurare nei comuni di contratti di servizio con gli operatori delle attività di raccolta ed igiene urbana, ben lontani dagli obiettivi di raccolta differenziata previsti per legge. Il piano regionale (articolo correlato del 17 gennaio) definirà degli schemi tipo di contratti per la gestione di servizi di igiene urbana, utilizzando la leva dell'ecotassa per garantire ed assicurare l'allineamento dei servizi attuali con quanto previsto dagli obiettivi di legge, ossia il 65 per cento di raccolta differenziata entro 31 dicembre del 2012. Nell'ambito dell'analisi di contesto sulla gestione dei flussi di differenziato e indifferenziato si stanno analizzando le potenzialità dell'impiantistica esistente per il trattamento delle frazioni della raccolta differenziata, sia la cosiddetta frazione secca (carta, plastica, metalli e vetro), sia quella umida, rappresentata dall'organico. La Regione Puglia ha avviato una procedura negoziata per la presentazione delle proposte di intervento, per il potenziamento dei servizi di raccolta nei comuni capoluogo di provincia, attraverso l'introduzione di metodi innovativi di raccolta differenziata integrata. La Regione Puglia supporterà questi interventi con un contributo complessivo di 15 milioni di euro. Articoli correlati Vendola, rifiuti: 'dove c'è emergenza c'è mafia' (28 febbraio 2011) Il Salento dei rifiuti: individuate 25 discariche abusive (27 gennaio 2011) Rifiuti, allarme discariche. ‘La criminalità agisce nelle emergenze' (27 gennaio 2011) Regione Puglia. 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