Libia: in Puglia è massima allerta

Venti di guerra nel Mediterraneo. L'Onu istituisce la “No fly zone” sui cieli libici per impedire che Tripoli bombardi la popolazione. L'Italia offre aerei, navi e basi militari. Tra queste, le pugliesi Gioia del Colle e Amendola

Aviano, Gioia del Colle, Amendola, Decimomannu, Pantelleria, Sigonella e Trapani. Sono queste le 7 basi militari che l'Italia ha messo a disposizione per eventuali azioni contro la Libia. L'Onu, con la risoluzione 1973, ha istituito la “No fly zone” sui cieli dello Stato nordafricano, al fine di evitare i bombardamenti del governo libico contro la propria popolazione. Quello di Gheddafi è uno dei paesi coinvolti da manifestazioni e rivolte popolari – contro le disuguaglianze economiche e i regimi – che hanno spinto, prima Ben Ali in Tunisia e poi Mubarak in Egitto, a lasciare il posto di comando che occupavano da anni. Il leader libico ha, però, reagito contro gli insorti, affermando di non volersi arrendere a chi lo vuole detronizzare e la comunità internazionale ha scelto di contrattaccare. L'Italia, nell'ambito della coalizione che vede schierati anche Usa, Francia e Inghilterra, ha “offerto” piattaforme militari, ma non solo. Non è, infatti, escluso l'utilizzo di aerei italiani in caso di violazione della zona interdetta al volo. Il compito dei piloti sarà assicurare, nell'ambito dei piani operativi disposti dall'autorità politica, la difesa e il controllo dello spazio aereo. In Puglia, nella basi dell'Aeronautica militare, lo stato è di “massima allerta”. A Bari e a Taranto (Gioia del Colle, sede del 36esimo Stormo con i caccia intercettori Eurofighter e Amendola, base degli Amx e i velivoli senza pilota) come a Brindisi dove c'è il Centro Sar (ricerca e soccorso) che è attivo con gli elicotteri HH3 – F per soccorrere i piloti che sono finiti in territorio definito “ostile”. In un primo momento, l'apporto sarebbe di tipo logistico (per schierare gli aerei della coalizione), poi, in caso si materializzasse l'opzione di un intervento diretto, da Amendola e Gioia, potrebbero alzarsi in volo i cacciabombardieri “Amx” del 32° Stormo, già utilizzati operativamente in Kosovo e o “Predator” (aerei senza pilota ora in Afghanistan), gli “Eurofighter” e i “Tornado”. Gli “F-16” del 37° Stormo decollerebbero, invece, da Trapani. Non si esclude che in Puglia arrivino anche i caccia bombardieri da altre basi, come accadde durante la crisi del Kosovo. Si muove anche la marina. Da Taranto, direzione Sicilia, è salpata la portaerei “Garibaldi” con a bordo” aerei a decollo corto e appontaggio verticale”. La situazione è in divenire. Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha invitato a vigilare su un'eventuale operazione militare in Libia, per evitare che diventi “un pantano terribile e pericoloso”. “Dobbiamo lavorare – ha detto – per impedire il massacro dei civili in Libia, ma anche evitare che si replichino copioni tragici che hanno visto soluzioni militari precipitare in pericolosi e terribili pantani”. Inoltre “è necessario impedire che Gheddafi completi la sua macelleria civile e vigilare con cautela che l'opzione militare non si trasformi in qualcosa di imprevedibile”.

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