Il Codacons Lecce diffida la Asl

Lecce. Il coordinamento, nell'ambito del “Day Hospital” di oncologia del “Fazzi”, ha riscontrato gravi carenze di personale

“La situazione del reparto di oncologia del Vito Fazzi di Lecce è, per usare un eufemismo, pericolosa”. Lo denuncia il Codacons di Lecce, non in riferimento alla professionalità di medici e infermieri che, fra innumerevoli difficoltà, svolgono al meglio il loro lavoro, ma per una carenza cronica di personale che è costretto a dividersi fra reparto e day hospital. L’avvocato Massimo Todisco del Coordinamento, con diffida notificata ai sensi dell’art. 140 del Codice del Consumo, ha denunciato la presenza di “disservizi riscontrati nella sezione 'day hospital' del reparto di oncologia… strettamente collegati all’insufficienza numerica del personale infermieristico destinato all’assistenza dei pazienti, durante la somministrazione di farmaci chemioterapici”. Nella diffida si precisa che “ultimamente le unità lavorative suddette sono state ridotte a tre per turno lavorativo, numero evidentemente insufficiente alla gestione di un bacino di utenza di circa sessanta pazienti giornalieri. I pazienti ed i loro familiari lamentano quindi un sensibile aumento dei tempi d’attesa ed il conseguente sovraffollamento dei locali destinati allo stazionamento. Ma è evidente che il rischio più grave è quello dell’aumento probabilistico dell’errore umano che, in condizioni di sovraccarico di utenze pro capite da assistere, diventa più consistente”. Il Codacons ha quindi diffidato la Asl “dal perseverare nella tenuta del comportamento lesivo dei pazienti, adeguando la fornitura del servizio agli standard di qualità ed efficienza loro riconosciuti dall’art. 2 D.Lgs 206/05”. La Asl Le dovrà, in virtù di quanto stabilito dal Codice del Consumo, adeguarsi entro quindici giorni.

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