‘Viaggi della salute’. Il conto, in rosso, della Puglia

Bari. Per pagare le prestazioni sanitarie ai pazienti pugliesi fuori regione la Regione spenderà 178 milioni di euro. Il commento di Palese

BARI – Curarsi fuori dalla propria regione costa. Costa ai pazienti, costretti a spostarsi da casa con ingente dispendio di risorse economiche e psicologiche. E costa alla Regione di provenienza, cui spetta comunque, per legge, pagare le prestazioni fornite fuori dai propri confini. I governatori delle Regioni italiane hanno firmato nelle scorse ore l’accordo sul riparto delle somme destinate alla mobilità sanitaria regionale. Un totale di 1,2 miliardi di euro sono stati spesi nel 2010 per finanziare le cure fornite “fuori casa”. Si confermano, così, sia il primato di regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, sedi di poli sanitari di eccellenza, che pertanto hanno attratto i pazienti provenienti dalle altre regioni, sia la consistente “fuga” dei pazienti dal Sud. Nella ripartizione delle risorse però non mancano le sorprese, a partire dal Molise che è l'unica regione del Centro-Sud a non essere “in rosso”. Alle prime tre Regioni spetta un rimborso pari alla quasi totalità delle risorse spese: 915 milioni di euro in tutto. Nello specifico, alla Lombardia, saranno rimborsati 444 milioni di euro, all'Emilia Romagna 358 e alla Toscana 113. Il deficit di pazienti, e di conseguenza il deficit finanziario, va allargandosi al Mezzogiorno. Il record di “fughe” si è registrato in Campania, che dovrà rimborsare alle altre regioni 318 milioni. La Puglia è debitrice verso le altre regioni della somma di 178 milioni di euro; è questo pertanto l’ammontare del rimborso previsto. “Vendola farebbe bene a fare del piano di rientro una opportunità vera per il sistema sanitario pugliese e ad individuare, con l’aiuto del Governo, i nodi da sciogliere”, ha commentato il senatore del Pdl Luigi D’Ambrosio Lettieri. “La Puglia paga un conto salatissimo e da profondo rosso alla mobilità interregionale – ha aggiunto – avendo fatto aumentare a dismisura negli ultimi anni la cosiddetta mobilità passiva, una voce che incide in maniera significativa sui conti della regione e va ad ingrossare, invece, i bilanci delle altre, come Lombardia ed Emilia Romagna, a cui i pazienti pugliesi ricorrono per ottenere, evidentemente, cure che nella nostra regione diventa sempre più difficile ottenere”. “I dati sul deficit sanitario del 2010 consegnati in III commissione dall’assessore Fiore, sono allarmanti – ha detto Rocco Palese capogruppo del Pdl in Regione -. La differenza ancora da coprire sulla spesa del 2010 ammonta a 144 milioni 193 mila euro. Il parametro di riferimento per stabilire l’eventuale commissariamento – ha aggiunto – sancisce che lo splafonamento della spesa non deve superare il 5% del Fondo sanitario regionale. Per il 2010 il 5% del Fsn della Puglia è di 337 milioni di euro, mentre in base ai nuovi dati forniti dall’assessore, la Puglia avrebbe splafonato di 384 milioni e 495mila euro. In pratica si rischierebbe il commissariamento”. “Una situazione allarmante che oggi emerge in tutta la sua drammaticità non solo per la cifra, ma anche perché‚ a fronte di questa maggiore spesa vi è stata una diminuzione ed un peggioramento notevole dei servizi, si sono allungate le liste d’attesa, sono aumentate le tasse regionali ed i ticket sui farmaci”. Articoli correlati: Sanità: il deficit sfora il tetto dei 400 milioni (16 febbraio 2011) Tac-Pet e viaggi della speranza: ‘Io ci sono passata' (11 gennaio 2011) Corte dei Conti: 'Smisurata la spesa sanitaria' (12 marzo 2011) Conti e sanità: 'Vendola non ha di che vantarsi' (14 marzo 2011)

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