Balloi: arrestato presunto autore del ferimento

Sarebbe stato Miloso, a esplodere 5 colpi d’arma da fuoco, contro il 29enne di Melendugno, colpendolo agli arti superiori e inferiori

Nella giornata di ieri, i Carabinieri hanno arrestato, a San Severo (Fg), il presunto autore del ferimento di Daniele Balloi, di 29 anni di Melendugno. Si tratta di Maurizio Miloso di 51 anni di Marano di Napoli, già noto. Sarebbe stato lui, il 20 gennaio 2011, a esplodere i cinque colpi d’arma da fuoco, all’indirizzo del Balloi, attingendolo agli arti superiori ed inferiori. I fatti si verificarono nel comune di Melendugno, presso la masseria della vittima, in località “Casa Sparse”. Miloso era ricercato perché su di lui pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Lecce, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che aveva concordato pienamente con le risultanze emerse dalle indagini svolte dai Carabinieri della Compagnia di Lecce. Dovrà rispondere dei reati di lesioni personali aggravate e porto abusivo di arma da sparo. E’ stato associato al carcere di San Severo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria leccese. 20 gennaio 2011 – Gambizzato uno dei Balloi Un uomo di ventotto anni, Daniele Balloi, è stato gambizzato ieri pomeriggio nella masseria di famiglia a Melendugno. Secondo la ricostruzione degli inquirenti sul posto sarebbe giunta una Fiat Panda di colore scuro con a bordo due persone che avrebbero chiesto della vittima. Una volta individuato il 28enne avrebbero esploso quattro colpi di pistola: tre hanno ferito l’uomo alla coscia sinistra e uno al polso sinistro. Daniele Balloi è parente di Antonio, il pastore di Villagrande Strisaili (Nuoro) coinvolto in due sequestri di persona sul finire degli anni ottanta. La famiglia Balloi vive da decenni nel Salento, in alcune fattorie della provincia di Lecce. In un sotterraneo della masseria dei Balloi, sperduta nelle campagne di Surbo, fu segregata la giovane toscana Esteranne Ricca, rapita nel dicembre del 1987 e rilasciata dopo sette mesi. Per quel sequestro Antonio Balloi fu condannato a nove anni e otto mesi di carcere. Tre anni dopo partecipò al rapimento di Marzio Perrini, industriale di Fasano rapito dall’Anonima sequestri il 28 dicembre 1988 e liberato 7 mesi dopo. In questo caso fu condannato a 28 anni di carcere. Anche la masseria dov’è avvenuto il ferimento, denominata “Il capitano”, è tristemente nota alle cronache. Qui furono arrestati due nipoti di Belloi, i cugini Pierluigi Congiu e Gianluigi De Pau, condannati rispettivamente a 27 e 30 anni per la strage della Grottella a Copertino, in occasione dell’assalto del 6 dicembre 1999 ai due furgoni portavalori della “Velialpol”, durante il quale vennero uccise tre guardie giurate ed altre tre restarono ferite. L’arresto avvenne poche ore dopo la strage e all’interno della masseria trovarono l’Alfa 164 utilizzata dal commando per fuggire dal luogo dell'eccidio. Le indagini, condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Lecce, sarebbero già vagliando alcune piste che potrebbero portare nelle prossime ore a svelare retroscena ed esecutori del ferimento. Non è escluso, comunque, che si sia trattato di un regolamento di conti.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment