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Cartesio e il Seicento in Ateneo

Lecce. Dal 14 al 16 marzo, un seminario dell’Università del Salento in collaborazione con la Princeton University

Come ogni anno, il Centro interdipartimentale di studi su “Descartes e il Seicento” dell’Università del Salento organizza il seminario internazionale sul filosofo e matematico francese. L'evento, diretto dalla professoressa Giulia Belgioioso, in collaborazione con la Princeton University, la Fondazione Palmieri, il Comune di Lecce e la rivista filosofica telematica Alvearium, si apre oggi alle ore 18.30 nella sala conferenze del Castello Carlo V di Lecce, con la prolusione inaugurale su “Il corpo semaforo” del professore Marc Fumaroli de l’Acadèmie Française, per concludersi il 16 marzo. L’iniziativa proseguirà a Palazzo Parlangeli (via Stampacchia, secondo piano, aula 21A) con sessioni mattutine (inizio alle ore 10) e pomeridiane (inizio alle ore 17 martedì e alle ore 16 mercoledì), che prevedono gli interventi degli altri ospiti: la professoressa Martine Pécharman della Oxford University, il professor Jean Robert Armogathe dell’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi e il professor Daniel Garber, chair del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Princeton. Da segnalare la presentazione, martedì 15 marzo alle ore 17, del volume di Blaise Pascal “Pensées sur la religion et sur quelques autres sujets” (Champion, Paris 2011), a cura del professor Jean Robert Armogathe, massimo storico delle idee vivente in Francia, noto a Lecce per il trentennale sostegno scientifico alle attività del Centro cartesiano e, più in generale, dell’Università del Salento. Numerose le partecipazioni annunciate agli organizzatori, non soltanto da parte degli accademici e degli studenti dell’Ateneo salentino, ma anche di numerosi docenti di altre Università. L’evento sancisce la collaborazione ormai pluriennale fra il Centro cartesiano leccese e il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Princeton, oltre che il protocollo di intesa raggiunto fra lo stesso Centro e la Fondazione Palmieri, che ha dato vita già nello scorso autunno ad alcune importanti iniziative culturali. Il Programma 14 marzo 2011 Ore 18.30 – Castello Carlo V – Sala conferenze — piano terra – Marc Fumaroli: Le corps sémaphore dans la théorie et la pratique de l'éducation rhétorique jésuite: XVIIe -XVIIIe siècles 15 – 16 marzo 2011 Dipartimento di Filosofia e Scienze sociali, Palazzo Parlangeli, II piano, aula 21/A 15 marzo 2011 Ore 10Martine Pécharman: L’identificazione di ente e corpo nella filosofia prima di Hobbes Ore 17 – Presentazione del volume “Pensées sur la religion et sur quelques autres sujets” (Paris, Campion, 2011), edizione a cura di J-R. Armogathe e D. Blot 16 marzo 2011 Ore 10Daniel Garber: Le corps chez Spinoza et Leibniz Ore 16 Frédéric de Buzon: La connaissance des corps chez Leibniz: métaphysique et expérience Note su Marc Fumaroli Storico della letteratura e saggista, critico letterario e storico della cultura, Marc Fumaroli è uno dei più noti e prestigiosi intellettuali europei e uno dei maggiori studiosi della cultura francese ed europea moderne. I suoi studi hanno tutti a tema i fenomeni culturali che hanno caratterizzato l’arco di tempo tra Rinascimento e Illuminismo. Così, ad esempio, la sua Querelle des Anciens et des Modernes (2001), ossia la ricostruzione della disputa nata, durante il regno di Luigi XIV, tra “gli intellettuali che vedevano chiudersi con il monarca illuminato l’era classica e quelli che invece lo consideravano l’iniziatore di un nuovo ciclo epocale” diventa, per Fumaroli, il punto di partenza per indagare i complessi rapporti tra Antichi e Moderni nella civiltà europea. Ma è soprattutto in testi quali L’Âge de l’éloquence (1980), Héros et orateurs (1990), La diplomatie de l’esprit, de Montaigne à La Fontaine (1994), Le poète et le roi. Jean de La Fontaine en son siècle (1997) che l’analisi di Fumaroli mostra tutta la sua ricchezza e articolazione. Marc Fumaroli ha mostrato come, in quanto “arte di parlar bene”, “arte di persuadere”, la retorica ha attraversato tutti i fenomeni umani, governando i gesti della conversazione civile come quelli dell’attore, l’impeto controllato dell’uomo politico come quello ostentato del tribuno, le immagini della passione amorosa come quelle dell’invettiva. Come ha scritto lo stesso Fumaroli, “conglobando le energie della retorica ritrovate dal Rinascimento italiano, le energie della retorica dei Padri della Chiesa ritrovate dalla Riforma cattolica, e il fondo di spiritualità monastica ormai “democratizzato” dagli Esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola, l’antica ars bene dicendi ha offerto uno degli spettacoli più grandiosi che il teatro della Parola abbia mai messo in scena”. Alla rinascita del prestigio della retorica nella cultura contemporanea è dedicata la sua monumentale Histoire de la rhétorique dans l’Europe moderne 1450-1950 (2000) di cui è stato l’ideatore e il curatore. Gli studi sulla retorica sono inseparabili da quelli che Fumaroli ha dedicato alla cultura figurativa del XVII secolo, con L’École du silence (1994), e alla civiltà della conversazione, con Trois institutions littéraires (1995). Tutti insieme infatti hanno permesso a Fumaroli di dipingere un grande affascinante aspetto della civiltà del secolo XVII. È membro della Accademia dei Lincei (Roma) e dell’Accademia Clementina. Ha ricevuto la laurea honoris causa dell’Università di Napoli nel 1994, dell’Università di Bologna nel 1999 e dell’Università di Genova nel 2004. Dal 1995 tra gli “Immortali” dell’Académie française, è professore emerito al Collège de France – presso il quale ha tenuto per molti anni la cattedra di “Retorica e società in Europa fra il XVI e il XVII secolo”, dopo essere stato professore in Sorbonne. Nel 2001 ha ricevuto il prestigioso Premio Balzan per la categoria “Lettere, scienze morali e arti” – in pratica “il Nobel” per le scienze umane. Fra le altre onorificienze, è Officier de la Légion d’Honneur, Commandeur de l’Ordre national du Mérite, Commandeur de l’Ordre des Palmes académiques, Commandeur de l’Ordre des Arts et lettres.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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