Nucleare. Vendola al Governo: ‘E’ una ferita a morte’

Bari. Alla luce dell’esplosione della centrale nucleare giapponese, in seguito al drammatico terremoto dell’11 marzo, la Puglia chiede al Governo di rivedere la scelta nuclearista

BARI – Il punto di vista della Regione Puglia è sempre stato quello: no incondizionato al nucleare. Un tema che ha spaccato la politica e l’opinione pubblica. Un tema che ha tenuto banco durante la campagna elettorale per le Regionali, quando tutti i candidati ne fecero il terreno di dibattito preferito. Che periodicamente riaffiora, continuando a sollevare polemiche. E che ritorna nuovamente oggi che la tragedia in Giappone ha cambiato tutto. Alla luce di quanto accaduto all’Est del mondo, a è più com’era e la politica non può fare a meno di riflettere. La terra si muove, la centrale di Fukushima esplode, si sprigiona fumo pericolosissimo per le vite umane. Pd, Idv, Verdi, Sinistra ecologia e libertà e tutti i sostenitori del referendum contro l'atomo che si terrà a giugno in una data che l'esecutivo non ha ancora fissato alzano la voce contro una scelta che invece la maggioranza e il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, hanno annunciato che resterà invariata. “Quel fumo radioattivo è un'ipoteca drammatica non solo su quei territori del Giappone ma sulla vita della specie umana sul pianeta”, ha detto ieri il presidente della Puglia Nichi Vendola, parlando con i giornalisti a Bari a proposito della tragedia del Giappone, a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti regionale. “Io chiedo che il governo nazionale, per senso del decoro e per il principio della realtà, ritiri immediatamente la propria opzione nuclearista”, ha aggiunto. Il governatore pugliese auspica dunque che il Governo “torni a discutere con le regioni ma anche con il mondo accademico, con l'intellettualità, con l'ambientalismo sul modello possibile di politica energetica. Il nucleare – ha proseguito – vede ferito a morte un ingrediente fondamentale della sua narrazione: la leggenda della sicurezza. In questi anni – ha ricordato – soprattutto da parte del centrodestra e della ricchissima lobby nuclearista si è continuamente citato l'esempio del Giappone come esempio di assoluta sicurezza delle centrali atomiche in caso di rischio sismico. Io non voglio dire nessuna parola polemica, ma ricordare quello che sta accadendo di terribile, catastrofico, di apocalittico nel Giappone in queste ore e che turba la coscienza del mondo, che addolora tutti noi, e ci fa sentire anche inquieti nella riflessione sulla fragilità della vita sul pianeta. Io chiedo con forza – ha sottolineato Vendola – che il Governo e il Parlamento blocchino l'opzione nuclearista nel nostro Paese. Questa è la cosa più importante”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna. “Da ieri il nucleare fa più ancora paura – ha dichiarato -. È caduto il mito del Giappone super efficiente ed è crollata anche la fiducia nelle centrali di ultima generazione. Ora il governo Berlusconi ripensi la sua scelta nuclearista”. “Sarebbe un atteggiamento di buon senso politico fare un passo indietro – ha aggiunto – ed avviare un confronto aperto e collaborativo con le Regioni, scongiurando allo stesso tempo una scomoda consultazione referendaria. È il momento di sedersi intorno ad un tavolo e pensare finalmente ad un piano energetico nazionale a prova di azzardi ed incognite”. Articoli correlati: Conferenza delle Regioni. Nucleare: no della Puglia in Commissione (13 gennaio 2011) Scorie nucleari: c’è la mappa. Melendugno ed Ugento probabili siti (24 settembre 2010) La Regione Puglia impugna la legge sul nucleare (17 settembre 2010)

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