'Lebbra dell'olio': danni per Lecce e Brindisi

Bari. Di fronte alla crisi del settore olivicolo, la Regione chiederà al Ministero delle Politiche Agricole un intervento straordinario per compensare il danno arrecato dalla fitopatia

I cambiamenti climatici come l’aumento delle temperature e delle piogge torrenziali – circa 150 millimetri in cinque ore, solo nel mese di novembre – e gli eventi calamitosi sempre più frequenti, hanno consentito una diffusione abnorme della lebbra dell’olivo. Tutto ciò ha generato una forte crisi per il settore olivicolo. Nello specifico, l’Ufficio Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia ha relazionato in merito alla presenza e diffusione della lebbra evidenziando che la diffusione abnorme della fitopatia è favorita, non solo dalle condizioni climatiche, ma anche dalle tecniche agronomiche attuate nelle zone interessate al fenomeno e alle dimensioni delle piante che contribuiscono a elevare ulteriormente il tasso di umidità e, nelle fasce basse, limitano la circolazione dell’aria e la penetrazione della luce. Insufficienti sono state le azioni di controllo del patogeno, perché l’unico agrofarmaco registrato sull’olivo, ma dotato di scarsa efficacia, è il rame nelle sue diverse formulazioni. Gli olivicoltori, pur avendo eseguito frequenti trattamenti con tali prodotti nella precedente annata, non hanno riscontrato un apprezzabile miglioramento della situazione fitosanitaria. Il servizio Alimentazione dell’Area Politiche per lo Sviluppo Rurale, in seguito alla segnalazione dell'Ufficio, degli operatori agricoli e delle Organizzazioni di categoria, ha attivato i necessari accertamenti tramite gli Uffici periferici al fine di verificare gli effetti della fitopatia sulla produzione olivicola e l’individuazione delle aree maggiormente interessate. Dai risultati degli accertamenti e indagini sul territorio, nei centri di raccolta e lavorazione delle olive, è emerso che il fattore di crisi è stato il basso prezzo (in media 18,63 euro a quintale nel 2010, rispetto a un prezzo medio del triennio precedente, pari a 28,82 euro al quintale) a causa della scadente qualità dell’olio (acidità alta) ottenuto con olive infette. I territori che hanno subito i maggiori danni dalla fitopatia sono gli interi territori delle province di Brindisi e Lecce, dove la coltivazione dell’olivo rappresenta circa il 53% della Superficie Agricola Utilizzata e, pertanto, di notevole impatto sul tessuto economico del territorio. La Giunta regionale, di fronte alla criticità rilevata, ha deliberato di chiedere al Ministero delle Politiche Agricole Alimentarie Forestali l’intervento straordinario per la crisi del settore olivicolo nelle province di Brindisi e Lecce, al fine di compensare il danno arrecato dagli attacchi della “lebbra dell’olivo”.

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