La provincia delle opportunità

Lecce. Presentata la guida “Donne lavoro conciliazione. Guida agli strumenti di conciliazione” dell'assessorato alle Pari Opportunità

di Elena Riccardo LECCE – Lecce è la provincia delle responsabilità. Parola e obiettivo dell'assessore alle Politiche sociali e Pari opportunità della Provincia di Lecce D’Antini Solero che nel seminario di studi tenutosi venerdì 11 marzo presso il museo provinciale “Sigismondo Castromediano” di Lecce dal titolo “Il lavoro delle donne: per una migliore conciliazione tra vita lavorativa e familiare” ha voluto affrontare il delicato tema della conciliazione tra vita privata e lavoro professionale, in un’ottica di genere. Riflettori puntati in particolare sulla figura della donna chiamata a conciliare il ruolo di madre con quello di lavoratrice. “E’ necessario abbandonare la logica puramente assistenziale e riabilitativa per promuovere, sostenere e rinforzare le innumerevoli risorse umane presenti sul nostro territorio. Lavoriamo affinché questo percorso di valorizzazione della sussidiarietà coinvolga nella definizione delle politiche di conciliazione dei tempi di lavoro e di vita privata anche le aziende e le loro associazioni di rappresentanza, le associazioni del terzo settore, i sindacati ed i soggetti istituzionali attivi sul territorio, ciascuno nell’ambito dei propri compiti e responsabilità. Soltanto attraverso questo attento e costante impegno, ciascun soggetto sociale ed economico diventa risorsa che lavora per la definizione e la realizzazione delle politiche e delle azioni a favore della conciliazione”. Perché ciascun soggetto sociale possa fare la propria parte il punto di partenza è l’informazione. Allo scopo di far conoscere normativa, risorse e strumenti per la conciliazione nasce “DONNE LAVORO CONCILIAZIONE. Guida agli strumenti di conciliazione vita lavoro”, realizzata dalla Provincia di Lecce e presentata ieri durante il seminario di studi. La guida vuole essere uno strumento che qualsiasi azienda e qualsiasi lavoratrice può consultare, spaziando dalle misure di conciliazione previste dalla normativa all’analisi delle principali forme di flessibilità presenti in Italia, dalle “risorse in rete” nazionali, regionali e provinciali, alla raccolta di termini specifici che si ispira alle “100 parole per la parità” della Commissione europea. Per l’assessore D’Antini Solero gli strumenti fondamentali per la conciliazione vita-lavoro nel nostro sud, oggi che la liberalizzazione del mercato ha portato l’apertura domenicale dei punti commerciali, sono le forme contrattuali come il lavoro ripartito che, proprio nell’ottica della flessibilità e della conciliazione, prevedono le figure di sostituzione. Tali forme contrattuali, facendo leva sul vincolo di solidarietà, garantiscono flessibilità alla “coppia lavorativa” e al datore di lavoro l’adempimento dell’obbligazione complessiva sempre e in ogni caso. Sempre in questa direzione la Provincia di Lecce e l’Assessorato alle Politiche sociali e Pari opportunità sono al lavoro con un progetto in attesa di risposta da parte della Regione Puglia. Intenso lavoro, quindi, da parte della Provincia e dell’Assessorato attorno ad una problematica quanto mai scottante. Dice l’assessore D’Antini Solero “Ciò che mi ha spinto ad intervenire sono stati soprattutto i dati che negli ultimi anni riportano un tasso di disoccupazione femminile sempre più in crescita, nonostante l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro possa portare sotto il profilo economico l’enorme vantaggio dell’aumento del reddito delle famiglie. Inoltre, il problema più grande rimane il fatto che lavoro e maternità non sono sempre conciliabili e ciò viene confermato dai dati di dimissione maternità. All’aumento della disoccupazione femminile si accompagna, paradossalmente, un aumento anche del numero delle dimissioni volontarie presentate dalle lavoratrici durante il periodo per cui è previsto il divieto di licenziamento. Il numero delle dimissioni registrate nella provincia di Lecce nel 2010 è pari a 268 contro le 173 dimissioni per maternità registrate lo scorso anno. Ciò vuol dire che la maternità risulta ancora fonte di pratiche discriminatorie ed è ancora la causa principale dell’abbandono del lavoro da parte delle donne”. I prossimi obiettivi di lavoro dell’assessorato? Promozione, valorizzazione e responsabilizzazione delle famiglie considerate importantissima risorsa della vita sociale.

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