'Ciccio Prete'. Indagini concluse: due indagati

Lecce. Si tratta di Carlo Benincasa e Vincenzo Forina. L’inchiesta riguarda il depuratore alle porte del capoluogo. L'ipotesi di reato è di scarichi di acque reflue in assenza di autorizzazione e gestione illecita dei rifiuti

Sono due i provvedimenti di avviso di conclusione delle indagini preliminari notificati nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta sul depuratore consortile di Lecce che si trova in località “Ciccio Prete”, alle porte del capoluogo salentino, sulla strada che conduce a San Cataldo. Nell’impianto confluiscono le acque delle aziende della zona industriale di Lecce e una parte della fogna di Surbo che, dopo essere trattate, sono poi sversate in mare. I due indagati sono il presidente del Consorzio Asi (ex Sisri), Carlo Benincasa, e l’amministratore della società Emes di Noci, Vincenzo Forina. Il Consorzio ex Sisri è il proprietario dell’impianto, mentre la Emes di Noci gestisce il depuratore. L’ipotesi di reato riguarda la violazione dell’articolo 137 del decreto legislativo numero 152 del 2006 delle norme in materia ambientale. Le indagini dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico evidenziarono la presenza di sostanze inquinanti nelle acque depurate, ipotizzando i reati di scarichi di acque reflue in assenza di idonee autorizzazione e gestione illecita dei rifiuti. L’impianto, infatti, superava i parametri di legge in relazione alla presenza di inquinanti, immettendo in mare reflui industriali ed urbani non depurati. A inizio maggio del 2009 il depuratore fu posto sotto sequestro con facoltà d’uso, in attesa di quei lavori di adeguamento che gli inquirenti dovranno ora verificare se e come siano stati realizzati. Articoli correlati Lecce. Vita difficile vicino al depuratore (12 aprile 2010) Depuratore Ciccio Prete. Due gli indagati (12 giugno 2009) Sigilli depuratore “Ciccio Prete”. Valori fuori legge (9 maggio 2009)

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