Sanità un patrimonio per fare buona politica

Quando uno scandalo emerge c’è una sorta di rassegnazione che coinvolge tutti. I cittadini commentano per lo più che lo spettacolo si ripete alcuni dicono che la corruzione è integrata alla politica, anzi c’è chi commenta che chi viene scoperto non è stato abbastanza furbo perché la politica è giocoforza intrallazzo. Accade che se ribadisco reiteratamente fuori e dentro la commissione sanità che: “certa politica deve restare fuori dalla questione sanitaria” c’è chi tra i colleghi vorrebbe redarguirmi ricordandomi che sono un politico anch’io e non posso salire in cattedra perché ormai faccio parte del sistema. Ma di quale sistema parliamo? Reputo la Sanità come un patrimonio per fare buona politica e non per esprimere interessi di potere o di lucro. La gestione degli appalti, la gestione delle nomine a Direttori, le nomine dei Primari, la gestione dei servizi esterni, le consulenze, la spesa farmaceutica, l’acquisto di protesi e strumentazione varia, che rappresentano l’economia della Sanità non possono costituire voci economiche dietro le quali si scoprono lobby, poteri occulti, voti. La Sanità, per le Regioni rappresenta dal 50 al 75% del bilancio e in termini di voti può determinare una ridistribuzione, attraverso favoritismi vari, del 20% dei medesimi. Una Regione può cambiare la propria gestione politica per la sola Sanità; Fitto perse il Governo della regione Puglie per la questione sanitaria e probabilmente oggi potrebbe accadere per Vendola, se si votasse. Per natura amo le competizioni espressione di meritocrazia, così sono stato abituato dai miei maestri anche nella mia professione medica. Non vedo perché la competizione, quella intellettuale, non possa instaurarsi anche in politica facendo attenzione a non fare confusione tra sapienza e furbizia. La competizione intellettuale positiva e propositiva esprime” idee” atte a miglioramenti effettivi ed efficaci dello stato di una collettività, locale, regionale, anche nazionale, la furbizia manca di tali caratteristiche manifestando solo “parvenza di miglioramenti “mantenendo posizioni di privilegio per pochi, esprimendo interessi che contravvengono quelli della collettività. Vedo le idee positive come in una fase congiunturale di bassa economia mentre le furbizie, sempre in auge ed ancora più dannose. Non c’è bisogno di salire in cattedra per dire che l’intelligenza politica si manifesta più in furbizie: camuffando proposte di legge come risolutive dei problemi di una collettività o proponendo emendamenti mirati a tutelare interessi mirati e personalistici che espressione di onestà civica a tutela della res publica, così si dilazionano i tempi di una legge che porterebbe reali benefici, si archiviano proposte o promesse tutto a beneficio del business plann delle furbizie politiche. E si dice che il politico vero, quello di razza, spesso di carriera, è colui che ben sa destreggiarsi in queste materia della parvenza di risoluzioni perché è da tutto ciò che trae forza per essere come “fenice” inossidabile ed inamovibile nel futuro e/o nelle varie legislature. Per fare buona sanità ribadisco che bisogna “Travasare le buone professionalità ospedaliere nel territorio mettendole a disposizione della sanità dei distretti, dei medici di base, dei consultori, con incentivazioni basate sulla effettiva cura dei pazienti a domicilio. In questa fase premieremmo la professione e chi la sa fare. Bisogna organizzare per ciascuna branca specialistica un tipo di assistenza su base provinciale con un’ organizzazione guidata, effettuata dagli stessi specialisti. I Direttori generali emanino le direttive politiche sul modello di sanità ma facciano lavorare di più i tecnici. Gli appalti e le gare si facciano con quanta maggiore apertura e trasparenza possibile e favoriscano in primis ed in ogni settore le imprese locali, le aziende del nostro territorio valorizzando così anche la nostra economia locale; laddove vi sia complessità per espletamento di una gara è giocoforza che vi sia furbizia. Le nomine di Direttori e Primari siano basate sui curriculum, non già legati al numero di incarichi ma alle effettive prestazioni e a quali effettivi miglioramenti hanno apportato durante la loro vita professionale. Tutto ciò piace non piace ai politici furbi ma è una urgenza ineludibile perché il popolo riguadagni non solo fiducia nella politica ma anche i benefici che gli spettano. Bisogna valorizzare il nostro patrimonio professionale intellettuale e recuperare economie necessarie per rifar partire la macchina dello sviluppo. Sono convinto di non essere il solo a pensare che la politica e la “cosa pubblica” sono solo appannaggio dei furbi. Dr. Patrizio Mazza Consigliere Regionale della Puglia per l’Italia dei Valori

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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